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‘Merci Patron’, le conseguenze delle delocalizzazioni sui lavoratori francesi

Mercoledì 3 maggio in anteprima italiana sarà proiettato a Firenze il documentario più visto in Francia nel 2016 dedicato al mondo del lavoro

02 maggio 2017

FIRENZE - Il documentario Merci Patron di François Ruffin, giornalista e regista documentarista, il più visto in Francia nel 2016 dedicato al mondo del lavoro, con oltre mezzo milione di spettatori, sarà proiettato in anteprima a Firenze, il 3 maggio, alle ore 21 presso il cinema Stensen. La proiezione sarà l’occasione di parlare di lavoro con Tommaso Fattori, rappresentante del “Si, Toscana a sinistra”. Il tour in Toscana del film continua al cinema Giometti di Prato il 4 maggio e allo Spazio Alfieri il 5 maggio in occasione della rassegna “Ciak sul lavoro” alla presenza di Patrick Flechuex, collaboratore del regista e attivista di “Fakir”.

Il documentario è un racconto politico e satirico sugli eventi accaduti in Francia dal 2013, dopo la delocalizzazione di alcune fabbriche del gruppo LVMH, leader mondiale nel settore del lusso. Proprietario del LVMH e fautore di questa scelta è Bernard Arnault, l’uomo più ricco di Francia. Del gruppo fanno parte aziende come Fendi, Louis Vuitton, Bulgari, Givenchy.

Ruffin comincia a filmare nel 2013, quando Arnault, chiede la nazionalità belga “considerando forse le tensioni e i malumori che sarebbero scaturiti in Francia tra i suoi operai, dopo la delocalizzazione in Bulgaria di numerose fabbriche”. Tra i momenti clou del documentario quando Ruffin si finge il figlio di Jocelyn Klur e Serge Klur una coppia di coniugi disoccupati ed ex dipendenti di Arnault. Il regista ha occultato la telecamera e ha filmato i tentativi maldestri di "persuasione" (soldi più assunzione alla Carrefour) di un luogotenente del magnate del lusso per comprare il silenzio dei coniugi Klur, per mezzo secolo alla catena di montaggio di un'azienda di Arnault.

 

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