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“La sposa yemenita”, graphic novel racconta il paese tra moda e religione

Matrimoni, moda, terrorismo, dialogo tra religioni: un reportage a fumetti firmato da Laura Silvia Battaglia e Paola Cannatella per raccontare la bellezza e la complessità dello Stato mediorientale. Battaglia: “Il fumetto è lo strumento migliore per raccontare tematiche tanto impegnative”

03 maggio 2017

- MILANO – Il primo giorno, la sposa yemenita si veste di verde e riceve a casa amiche e parenti. Il secondo giorno mostra il suo abito nuziale ad amiche, parenti e conoscenti. Solo donne, rigorosamente. Il terzo, dopo essere stata decorata con l’henné dalle amiche, viene condotta nella nuova casa, dove troverà ad aspettarla il futuro marito. Già, perché in Yemen i matrimoni durano 72 ore: le tradizioni sono rispettate alla lettera, tutto è organizzato nei minimi dettagli. “La sposa yemenita”, il nuovo reportage a fumetti di Laura Silvia Battaglia, giornalista e documentarista, catanese d’origine ma che oggi vive tra Milano e Sanaa (Yemen), parte proprio da qui, dal matrimonio della sua amica Jamila e da una rosa rossa regalatale direttamente dalle sue mani. Un gesto di buon auspicio, un po’ come prendere il bouquet in un matrimonio all’italiana. Profezia, questa, che si avvererà davvero due anni dopo, portando la giornalista all’altare. 

La sposa yemenita

Autrice del progetto – pubblicato da Becco Giallo – insieme con Battaglia, la fumettista Paola Cannatella, anche lei catanese: “Ci siamo conosciute alcuni anni fa – racconta Battaglia –. Paola e suo marito Giuseppe Galeani volevano realizzare una graphic novel su Maria Grazia Cutuli, così mi contattarono”. Battaglia, infatti, con Matteo Scanni e Armando Trivellini, nel 2008 ha realizzato il documentario “Maria Grazia Cutuli. Il prezzo della verità”. “Cominciò tutto in quel momento. Mi è sempre piaciuto di tratto di Paola, per questo le ho chiesto di realizzare il mio sito ‘Battgirl va alla guerra. Storie e persone dai conflitti nel mondo’. Lei mi ha reso il fumetto e io le sono grata: per parlare di tematiche impegnative come quelle di cui mi occupo io, il suo contributo è stato fondamentale. Ha alleggerito il tono, ha reso quei temi fruibili da tante persone”. Insieme, prima de “La sposa yemenita”, hanno realizzato anche la graphic novel “Le due sponde”, storia di due donne, un’iraniana e un’irachena, durante il conflitto Iran-Iraq. 

Ed è proprio a Paola che è venuta in mente l’idea di realizzare una graphic novel sullo Yemen a partire dal matrimonio al quale Laura Silvia era stata invitata: un libro leggero, che però raccontasse tutte le sfaccettatura della società yemenita: “Ci sono storie che non posso raccontare con le immagini: questo matrimonio è una di quelle. Vietatissimo fare foto o video, in assoluto. Ma per rendere meglio la bellezza e la complessità di quello Stato, non volevo limitarmi alle parole: i disegni di Paola erano in assoluto lo strumento migliore”. Così, nella “Sposa yemenita” si parla di matrimoni, certo, ma anche di donne, niqab, moda, droni, attentati, traffico di bambini, Isis e Al Qaeda, spose bambine, rapimenti di stranieri, Corano, Bibbia, confronto e dialogo tra religioni diverse e confronto e dialogo tra yemeniti e non. Cronache di vita quotidiana raccontate per la prima volta da una giornalista italiana entrata personalmente in contatto con quella cultura e quelle persone, parlando arabo e indossando il niqab.  

“La sposa yemenita” uscirà domani: “Sono abituata a vedermi ‘fumettata’, ma chissà come reagirò quando avrò finalmente in mano un libro vero e proprio”, sorride Battaglia. Prima presentazione, sabato 6 maggio al “Mediterraneo Downtown” (#Medtown) di Prato, il primo festival interamente dedicato alla scena contemporanea dell’area mediterranea. (Ambra Notari)

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Tag: diritti umani

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