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Azzardo, associazioni agli enti locali: "Non accettate la proposta del governo"

Mettiamoci in gioco, la Consulta nazionale antiusura Giovanni Paolo II e il cartello “Insieme Contro l’Azzardo” contro la nuova bozza di riforma del gioco d’azzardo. Il 4 maggio il testo dovrebbe arrivare in Conferenza Unificata Stato Regioni. Le indiscrezioni preoccupano le associazioni

03 maggio 2017

ROMA - Regioni ed enti locali non accettino la proposta di riforma del sistema di vendita del gioco d’azzardo che il Governo dovrebbe presentare il 4 maggio in Conferenza Unificata Stato Regioni. E’ questo l’appello che il mondo delle associazioni rivolge agli amministratori locali dopo la notizia di una nuova bozza presentata oggi -durante la riunione del gruppo tecnico formato da ministero dell’Economia ed enti locali. A chiedere di rifiutare l’accordo proposto dal governo è Mettiamoci in gioco, la campagna nazionale contro i rischi del gioco d’azzardo promossa da un gruppo di oltre 30 tra associazioni e sindacati, la Consulta nazionale antiusura Giovanni Paolo II e il cartello “Insieme Contro l’Azzardo”.

Per le diverse organizzazioni che aderiscono alla campagna Mettiamoci in gioco, ad oggi “nessuna delle forti criticità segnalate più volte dalla campagna è stata risolta positivamente”. A preoccupare, si legge in una nota della campagna, è “il via libera ai locali di categoria A (sale apposite dedicate all’azzardo), la mancata riduzione del numero degli apparecchi vlt (assai più aggressivi rispetto alle normali slot, sia rispetto alle modalità di coinvolgimento del giocatore sia riguardo alle perdite possibili) e l’esautorazione di Enti locali e Regioni dal potere di regolamentare le modalità di offerta del gioco d’azzardo sul proprio territorio, come previsto nel testo del governo per quanto riguarda le sale di categoria A”. Posizioni, continua la nota, che “non porteranno in alcun modo alla riduzione dei rischi di dipendenza da gioco d’azzardo”. Ma sono soprattutto le notizie sulla nuova bozza ad allarmare. “Baretta - spiega Attilio Simeone, coordinatore di “Insieme contro l’azzardo” - aveva garantito che avrebbe sottoposto la bozza alle associazioni prima della riunione della Conferenza Unificata. Da alcune indiscrezioni, ci risulta che nel documento ci sarebbero delle misure che ci allarmerebbero non poco. L’istituzione di sale A2 e la riduzione a 50 metri della distanza dell’offerta di azzardo dalle scuole, chiese, oratori, vanificherebbero del tutto non solo lo spirito della Delega, ma peggio, ogni tentativo di tutelare i cittadini e i territori”.

Per la Consulta nazionale antiusura Giovanni Paolo II, si tratta di un nuovo “colpo di mano del governo a favore delle lobby dell’azzardo”. Ai sindaci e ai governatori la Consulta chiede “di alzare il livello di allerta e di non lasciare alcuna delega in bianco al governo”. A sottolineare gli aspetti critici della vicenda è lo stesso mons. Alberto D’Urso, presidente della Consulta. “Abbiamo fondati motivi per essere critici e preoccupati in merito al documento che il tavolo tecnico sta discutendo in queste ore - spiega D’Urso -. La nostra proposta di riduzione dell’offerta dell’azzardo, sostenuta da gran parte dei rappresentanti degli enti locali del nostro paese e consegnata due mesi fa nelle mani del sottosegretario Baretta, è stata disattesa”. Per tale ragione, D’Urso lancia un appello agli enti locali. “Chiediamo di assumere una posizione di netta distanza da un documento di cui non si conosce la reale portata - continua -. È un argomento che riguarda il destino della salute e della vita di milioni di famiglie italiane che non può essere licenziato senza tenere conto di chi quotidianamente si occupa di raccogliere dalla strada giovani, famiglie e bambini ridotti alla fame, alcune volte anche al suicidio, a causa dell’azzardo”.

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Tag: disturbo da gioco d'azzardo, Gioco d'azzardo patologico, gioco d'azzardo

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