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Siria, tre giorni di incontri a Firenze

A sei anni dalla sollevazione popolare che scosse la Siria nel 2011, la rassegna vuole sensibilizzare la città di Firenze sulle ragioni del popolo siriano, le sue sofferenze, ma anche le sue straordinarie risorse culturali e umane e la sua umanità

03 maggio 2017

- FIRENZE - Si inaugura domani, giovedì 4 maggio, “Siria: non solo Caesar”, una serie di incontri dedicati alla Siria organizzati dalla Comunità Araba Siriana in Italia, in collaborazione con Harmoon Center for Contemporary Studies, e con il patrocinio del Comune di Firenze. Gli incontri si svolgeranno alla biblioteca delle Oblate fino a sabato 6 maggio. A sei anni dalla sollevazione popolare che scosse la Siria nel 2011, in nome della richiesta di libertà, diritti e giustizia sociale, e che purtroppo è stata tragicamente trascinata in una guerra civile, la rassegna vuole sensibilizzare la città di Firenze sulle ragioni del popolo siriano, le sue sofferenze, ma anche le sue straordinarie risorse culturali e umane e la sua umanità. Allo stesso tempo, la rassegna intende promuovere una cultura della democrazia e della cittadinanza, così come denunciare le violazioni in materia di diritti umani. “È la prima volta che una iniziativa specifica di questo tipo, con un gran elemento culturale che coinvolge attivisti, intellettuali e artisti sia siriani che italiani, ha luogo in Italia” ha detto Ahmad Sadiddin, coordinatore degli incontri. 

La rassegna si apre con l’inaugurazione della mostra su diritti umani e la tortura Nome in codice Caesar , che consiste in una trentina di fotografie selezionate fra le oltre 55.000 trafugate dal fotografo forense della polizia militare siriana conosciuto come "Caesar", e che documenta la tortura praticata nelle carceri del regime siriano su più di 11 mila vittimi. Le foto di “Caesar” hanno fatto il giro del mondo: sono state esposte al Palazzo di Vetro delle Nazioni Unite a New York, all’Holocaust Memorial Museum di Washington, al Congresso statuniteste, al Parlamento Europeo di Strasburgo, alla House of Commons di Westminster, e in Italia a Roma, Napoli, Padova e Milano. A seguire, attivisti e intellettuali siriani democratici di spicco racconteranno la Siria della Rivoluzione pacifica del 2011, la nascita di una società civile democratica, le esperienze di autogestione amministrativa di molte città, le forme di solidarietà praticate sul terreno, ma anche i crimini della guerra civile che ne è derivata, le città assediate dal regime, gli attacchi chimici e la minaccia terroristica.

Infine scrittori e ricercatori italiani discuteranno della Siria vista dall’Italia, soffermandosi in particolare sulla figura di padre Paolo Dall’Oglio - il gesuita fondatore del monastero Mar Musa alHabashi, uomo straordinario del dialogo islamo-cristiano e difensore dei diritti e delle libertà, rapito in Siria nel 2013 – e sul patrimonio storico e culturale minacciato da una guerra devastatrice. Tra gli ospiti: Rowaida Kanaan e Lina Mouhamade, che parleranno del ruolo delle donne nella Rivoluzione siriana; Michael Shammas e Ameenah Sawwan, che documentano le violazioni dei diritti umani e gli attacchi chimici in Siria; Riccardo Cristiano, Alberto Savioli e Gianluca Solera, che approfondiranno la questione siriana con le loro testimonianze, e la regista Iraniana Sara Afshar presenterà il film documentario Syria’s disappeared.

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