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Povertà educativa, se i cittadini (in autonomia) gestiscono i servizi

Promosso da Cemea della Sardegna, “Sul filo. Una rete per piccoli equilibristi” è uno dei 133 selezionati per il Bando Prima Infanzia 2016. Obiettivo? Costruire e ricostruire servizi che i cittadini, affiancati da professionisti, possano gestire in maniera autonoma

09 maggio 2017

- CAGLIARI - Attivare il territorio, costruire e ricostruire servizi che, attraverso percorsi di accompagnamento e formazione, possano essere gestiti dai cittadini e che poi possano essere connessi con gli altri già attivi. È l’obiettivo di “Sul filo. Una rete per piccoli equilibristi”, il progetto promosso dalla cooperativa sociale Cemea della Sardegna che è tra quelli selezionati per la seconda fase del Bando Prima infanzia (0-6 anni) contro la povertà educativa dell’impresa sociale “Con i bambini” che mette a disposizione 69 milioni di euro su tutto il territorio nazionale. “L’idea è che il cittadino possa essere sia utente dei servizi che amministratore e quindi abbia sia un ruolo politico che sociale”, spiega Renato Perra di Cemea della Sardegna. Il progetto è articolato e prevede una fase di promozione e conoscenze del territorio, “attraverso il porta a porta e interviste a cittadini e a persone portatrici di istanze ma anche con convegni e assemblee”, e una di realizzazione dei servizi rivolti alla prima infanzia (0-6 anni). I Cemea sono Centri di esercitazione ai metodi dell’educazione attiva che si ispirano al movimento nato in Francia negli anni Trenta del Novecento che promuove un modello di educazione non verticale in cui l’adulto o l’educatore ha solo il ruolo di facilitatore. In Italia sono partiti nel 1950 su base regionale e sono collegati attraverso una Federazione fondata nel 1974.

La cooperativa sociale Cemea della Sardegna gestisce servizi socio-educativi e assistenziali, organizza laboratori nelle scuole e promuove formazione per docenti e operatori. Il progetto selezionato per il Bando Prima Infanzia è promosso dalla cooperativa sociale Cemea della Sardegna (che oltre a gestire servizi educativi è presente con un’altra associazione nel Centro culturale La Vetreria di Cagliari) insieme ad altri soggetti tra cui una rete di scuole di diversi quartieri, un’associazione che si occupa di inclusione di bambini con disabilità e una cooperativa sociale che gestisce un centro sociale a Pirri. “L’obiettivo è realizzare servizi in connessione con le scuole dell’infanzia del territorio e servizi extrascolastici – continua Perra – : promuoveremo laboratori e formazione nelle scuole, tra cui percorsi per facilitare l’inclusione degli alunni disabili e attiveremo un polo informativo all’interno della Vetreria su temi sanitari, educativi, culturali, formativi per operatori e genitori. Per facilitare la partecipazione dei genitori ci saranno sempre spazi di accoglienza per i bambini”. (lp)

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