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Nei panni di un detenuto: il percorso artistico in carcere firmato da Bonito Oliva

Il progetto dal titolo “L’altra città” ha l’obiettivo di far conoscere la realtà penitenziaria. Ha preso il via nella casa circondariale “Carmelo Magli” di Taranto con installazioni nella sezione femminile. Il visitatore si troverà a fare tutto il percorso: dall’entrata in carcere, alla detenzione fino all’attesa della libertà

07 maggio 2017

BOX ROMA – Cosa si prova a mettersi nei panni di un detenuto? Come ci si sente a entrare in un carcere o a restare chiusi in una cella di isolamento? Nella casa circondariale “Carmelo Magli” di Taranto, sarà possibile vivere questa esperienza grazie a un evento artistico-culturale curato dal teorico e critico d'arte Achille Bonito Oliva e da Giovanni Lamarca, comandante del reparto di Polizia Penitenziaria della locale casa circondariale. L’evento, dal titolo “L'altra città. Un percorso partecipativo e interattivo nella realtà carceraria italiana” è stato realizzato con il contributo di detenuti, personale in servizio e in pensione (Anppe), artisti, esperti e scrittori. 

L'installazione consiste in un'opera site specific realizzata nella sezione femminile del carcere. Si tratta, nelle intenzioni degli organizzatori, “di un percorso artistico, culturale e sociale che presenta l'esperienza detentiva come reale opportunità di crescita interiore e di apertura a possibili cambiamenti, dando modo al visitatore di percepire ciò che sono i luoghi della pena oggi al di là dei luoghi comuni proposti dal cinema o da certa informazione sensazionalistica”. 

“L’idea è creare spazio dialogico tra la città di Taranto e l’altra città rappresentata dal carcere – spiega Annapaola La Catena, sociologa e scrittrice -. Non vogliamo portare l’arte nel carcere ma fare in modo che siano gli stessi detenuti a realizzare l’opera, provando a far capire a chi sta all’esterno cosa significa la perdita di libertà”. Il visitatore si troverà quindi a fare tutto il percorso: dall’entrata in carcere, alla detenzione fino all’attesa della libertà. “Pensiamo che stando chiuso in cella anche per pochi minuti, chi usufruisce dell’esperienza possa fare un percorso anche al suo interno – continua La Catena -. Abbiamo lavorato molto con i detenuti attraverso le loro emozioni e stati d’animo, ma anche sul concetto di pena e di colpa. Pensiamo che l’idea di rieducazioni passi anche attraverso la bellezza e la ricostruzione di sè”.  

Nello specifico, il progetto si articola in diversi momenti di interazione con i detenuti. Innanzitutto è stato realizzato un laboratorio sulla didattica dell'arte che ha coinvolto un gruppo di detenute fornendo non solo le basi conoscitive sulle pratiche artistiche dell'arte contemporanea ma anche, e soprattutto, sollecitando una riflessione personale sul proprio percorso esistenziale e sull'esperienza della detenzione. Nella fase successiva sono stati realizzati interventi artistici che hanno mutato la natura della sezione detentiva, realizzando con segni, scritture, simboli e immagini un'eccezionale installazione site specific. Attraverso la sfera emotiva e sensoriale, il potenziale fruitore, sarà poi coinvolto interagendo con la realtà carceraria e compiendo un reale percorso che lo condurrà dalla sensazione di detenzione e di isolamento a quella di emancipazione e condivisione della propria libertà. “Non più escluso, a debita distanza dall’opera come nelle mostre tradizionali, ma letteralmente incluso”, come afferma Achille Bonito Oliva.  L'esperienza de “L'altra città” è accompagnata da una pubblicazione monografica, curata da Achille Bonito Oliva e Giovanni Lamarca, edita dalle Edizioni Gangemi di Roma. Alla prefazione di Carmelo Cantone, provveditore regionale dell'Amministrazione penitenziaria per la Puglia e la Basilicata, seguono testi di Achille Bonito Oliva, Giovanni Lamarca, Roberto Lacarbonara, Giulio De Mitri, Anna Paola Lacatena, apparato iconografico (crediti fotografici di Giorgio Ciardo e Roberto Pedron) e note biografiche sugli autori. I proventi della vendita dello stesso sono destinati all'Associazione di volotariato penitenziario "Noi e Voi", ente promotore del progetto, operante da anni all'interno della Casa Circondariale di Taranto, per favorire la realizzazione di progetti di recupero dei detenuti. 

© Copyright Redattore Sociale

Tag: carcere

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