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Sollicciano, Sappe: “Nessun intervento su sicurezza a due mesi dalla triplice evasione”

Il segretario nazionale Salemme scrive una lettera alle istituzioni locali: "Dopo la fuga del 20 febbraio, non ci risulta che l’Amministrazione penitenziaria abbia fornito risposte e, soprattutto, abbia adottato azioni adeguate in esito al fallimento della sicurezza"

09 maggio 2017

- FIRENZE - “Sono già passati più di due mesi dalla rocambolesca evasione dal carcere di Sollicciano dello scorso 20 febbraio. Da quel giorno, non ci risulta che l’Amministrazione penitenziaria abbia fornito risposte e, soprattutto, abbia adottato azioni adeguate in esito al fallimento della sicurezza che l’evasione da Sollicciano ha rappresentato”.

E’ quanto scrive Pasquale Salemme, segretario nazionale del sindacato di polizia Sappe, in una lettera inviata alle istituzioni locali. “A distanza di oltre due mesi da un episodio così grave – scrive il Sappe - il Provveditore Regionale non ha ancora ritenuto opportuno effettuare un sopralluogo o una visita per verificare lo stato dei luoghi e la necessità di eventuali interventi sulla struttura e sui suoi sistemi di sicurezza; e alcun intervento c’è stato, con le condizioni del carcere affatto migliorate da un punto di vista della sicurezza”.

Ecco perché, continua la lettere, “ci domandiamo a che punto siano i numerosi progetti (per quasi tre milioni di euro) che, più di un anno fa, furono presentati con grandi clamori dal Capo del Dipartimento e che avrebbero dovuto garantire un miglioramento della struttura (nella quale, ancora oggi piove copiosamente), delle condizioni di vita dei detenuti e del personale di Polizia Penitenziaria”.

Tante le domande poste dal Sappe nella lettera: “Cosa è stato fatto dopo l’evasione per porre rimedio ad una situazione disastrosa dal punto di vista della sicurezza? Cosa ha fatto il Provveditorato per la Toscana, concretamente, per restituire al carcere di Sollicciano ed al suo personale la perduta dignità di operatori e poliziotti penitenziari?”

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