:::

Inserisci le tue credenziali per accedere ai servizi per gli abbonati

   
Ricordami

Password dimenticata?

Oppure scopri come abbonarti »

Stampa Stampa

Chef Rubio lancia il "pasto sospeso" in Medio Oriente

Sarà a Dubai il 12 maggio: pasti sospesi per i lavoratori dei Labour Camp. "Made in Italy, modello di solidarietà capace di bilanciare l'onda intransigente che sta attraversando questo periodo storico'"

10 maggio 2017

Roma - Nuova data di lancio del 'Pasto Sospeso' con Chef Rubio a Dubai per i lavoratori dei Labour Camp. Dopo un rinvio a causa di imprevisti tecnici subito sanati, il 12 maggio Rubio e' ospite del primo ristorante della catena italiana Piadera a Dubai, pronto a proporre anche in Medio Oriente un modello di solidarieta' in tavola 100% made in Italy.

A garanzia dell'autenticita` nostrana dei menu` proposti dalla Piadera e alla ricerca di un'opportunita` per contribuire alla comunita`, il team management del ristorante guidato da Matteo Bianchi assieme a una cordata di investitori italiani, ha voluto la presenza del -cuoco frascatano in quanto riconosciuto sostenitore e divulgatore della gastronomia italiana e da sempre impegnato nel promuovere la 'buona cucina/food for good' come nutrimento per il bene sociale, senza discriminazioni socio-culturali e di genere. Rubio ha accolto l'invito con entusiasmo facendone un'occasione ghiotta per proporre il 'Pasto Sospeso' anche negli Emirati Arabi. L'iniziativa e` ancor piu` significativa se si considera che avviene durante il periodo del Ramadan, per definizione il mese della generosita` nella tradizione orientale e nell'anno della generosita` (Year of Giving) per gli Emirati Arabi.

Funziona cosi`: il 12 maggio, dalle ore 7 pm alle 10 pm nei locali della Piadera, lo Chef resident Francesco Cavarretta mostrera`, sotto l'occhio attento di Chef Rubio e alla presenza del pubblico, le fasi di preparazione dei piatti realizzati secondo la tradizione 100% italiana e 100% Halal (buono e permesso in Arabo), conforme alle regole di alimentazione del credo musulmano. Esclusa dunque la carne di maiale, il menu dei salumi propone fesa di tacchino, speck di manzo, bresaola - tutti affettati premium di origine italiana. La piadina rimane il piatto forte, con la variante a base di olio di oliva e priva di strutto, ma soprattutto viene preparata secondo la tradizionale ricetta di nonna Norina, autentica istituzione della Riviera Romagnola, oggi con la sua famiglia tra gli investitori di Piadera.

Per ogni pasto consumato dai clienti nella serata-evento, Piadera preparera` e consegnera` un pasto per i lavoratori provenienti prevalentemente dai Paesi asiatici e impiegati nel settore delle costruzioni, nei cosiddetti campi di lavoro di Dubai. Dai giorni successivi, come vuole la regola di solidarieta` tutta italiana del 'caffe` sospeso napoletano', per ogni pasto consumato nella Piadera di Dubai si puo` ordinare un 'pasto sospeso' per chi non puo` permetterselo. Cosi`, a fine giornata la raccolta dei pasti sospesi - cosi` come il cibo in eccedenza - verranno recapitati nei Labour Camps direttamente dal personale di Piadera, con successive rendicontazioni periodiche delle consegne. L'iniziativa del 'Pasto Sospeso' e` resa possibile dal contributo logistico organizzativo di due associazioni locali Ro'yati Family Society e Emirates Red Crescent.

"Il made in Italy e` uno stato mentale- commenta Chef Rubio- sono particolarmente felice di poterlo esportare proponendo assieme al gusto della tradizione gastronomica italiana, un modello di solidarieta` capace di bilanciare l'onda intransigente che sta attraversando questo periodo storico'.

"L'italianita` di Piadera e` pervasiva: anche arredi, packaging e sito web sono rigorosamente Made in Italy - fa eco Matteo Bianchi -. L'idea e' semplice: il nostro flatbread non e` altro che il tappeto volante per far volare il meglio del "Sistema Italia", dall'imprenditorialita` alla solidarieta`, dai prodotti culinari a quelli del design, in giro per il mondo abbracciando diverse culture". L'impasto multi-culturale alla base della Piadera, non riguarda solo i menu, comunque radicati nella tradizione italiana, e gli avventori, ma si riflette nella scelta del personale selezionato: italiani, egiziani, asiatici, africani ma anche nella cordata d'investitori che vede top manager, professionisti e sportivi, non solo italiani ma anche arabi. (DIRE)

© Copyright Redattore Sociale

Stampa Stampa