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La disabilità dietro la cattedra e altre storie. Online il magazine SuperAbile Inail

Sono tanti gli insegnanti disabili che, tra barriere architettoniche e culturali, lavorano nel nostro Paese. La rivista dell’Inail sulla disabilità ne ha raccolto le testimonianze. All’interno dell’ultimo numero anche un’intervista alla scrittrice Barbara Garlaschelli

10 maggio 2017

ROMA - Si chiamano Oriana, Rahma, Romina, e sono solo alcune delle migliaia di insegnanti con disabilità che, tra mille difficoltà di tutti i tipi, lavorano (o tentano di farlo) nelle scuole del nostro paese. A loro è dedicata l’inchiesta del numero di maggio di SuperAbile Inail, il magazine interamente dedicato alla disabilità dell’Istituto per l’assicurazione contro gli infortuni sul lavoro. Nella vita di tutti i giorni incontrano edifici inaccessibili, burocrazie inespugnabili, barriere invalicabili, ma continuano comunque a esercitare il proprio mestiere. “Ci riesce piu` facile pensare a un ufficio, o a un call center, come luogo di inserimento lavorativo piuttosto che a un’aula scolastica – spiega Oriana Fioccone –. Forse perche´ l’insegnamento ti mette davanti a ragazzi o a bambini, per i quali gli insegnanti sono anche un modello. E proporsi come modello e` difficile, per chi ha una disabilita`. Pero` ho vissuto sulla mia pelle la semplicita` con cui i ragazzi accolgono e accettano un insegnante come me: erano abituati al fatto che, non potendo scrivere io alla lavagna, chiamassi uno di loro a farlo al posto mio. E mi aprivano sempre la porta, senza tante storie. Cosi` la disabilita` di un insegnante puo` diventare un elemento educativo da valorizzare”.

Copertina superabile magazine maggio 2017

Sempre nel numero di maggio è possibile leggere un’intervista a tutto campo alla scrittrice Barbara Garlaschelli, a partire dal suo ultimo libro autobiografico “Non volevo morire vergine, edito da Piemme. In carrozzina a causa di una paralisi per un tuffo in acqua bassa all’età di 15 anni, la scrittrice milanese ha vinto 13 anni fa il premio Scerbanenco e nel 2010 è stata finalista al Premio Strega. “Questo paese e` pieno di tabu`, ci sono troppe cose di cui o non si parla o si parla in modo sguaiato, si deve ridere per forza, si deve sempre buttarla in caciara – ha spiegato a SuperAbile –. Non parliamo poi del tema del sesso che, se legato alla disabilita`, diventa una sorta di profanazione: i disabili sono degli esseri umani senza sesso, che devono solo essere curati e accuditi. Pensare che abbiano diritto ad avere una vita di relazioni affettive e sessuali per tanti e` impensabile”.

- Tra gli altri servizi, un articolo e una infografica sui piccoli pazienti di Centro protesi Inail di Vigorso di Budrio (Bologna), che solo nel 2015 ha realizzato protesi per gli arti inferiori e superiori per 168 bambini e ragazzi. Di questi, 66 avevano un’età compresa tra 1 e 10 anni e 102 tra gli 11 e i 20. Il Centro ha fornito anche ausili a 21 ragazzi tra 11 e 20 anni, dalla Sicilia al Piemonte. Ma anche un approfondimento sull’Istituto statale sordi di Roma che, aperto nel 1786, rappresenta la prima scuola pubblica per persone sorde in Italia. Oggi l’Istituto, che non ha mai ottenuto finanziamenti pubblici, rischia di sospendere la sua attività per mancanza di risorse. Da qui l’appello dei lavoratori al Miur: la chiusura dell’Issr coinvolgerebbe un asilo nido Montessori, una scuola media, dieci associazioni di sordi che hanno sede nello stesso edificio e 300 studenti in formazione. (ap)

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Tag: docenti disabili, Superabile Magazine, Barbara Garlaschelli

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