“Stessa strada per crescere insieme”: così i genitori imparano la disabilità visiva

Presentato in Piemonte il nuovo progetto di assistenza alle famiglie con membri colpiti da patologie della vista. Presto saranno coperte tutte le provincie italiane. 150 psicologi formati in tutta Italia, con il compito di aiutare le famiglie ad accettare e supportare la disabilità visiva del figlio o della figlia

16 maggio 2017

- ROMA - Si chiama “Stessa strada per crescere insieme” il progetto dell’Unione italiana Ciechi ed Ipovedenti (UICI) e del Consiglio Nazionale dell’Ordine degli Psicologi (CNOP), nato per rispondere alle esigenze di quelle famiglie che si trovano a vivere la nascita di un bimbo non vedente. “E' un'iniziativa su cui abbiamo puntato molto - afferma Adriano Gilberti, presidente di Uici Piemonte - e speriamo possa avere dei risultati”. Del resto ogni disabilità ha un lungo e doloroso processo d'accettazione, ma nel caso degli ipovedenti spesso molte famiglie tendono a minimizzare, non ammettendo subito che dietro c'è un disagio molto simile alla cecità, facendo così correre inutili pericoli al bimbo. “Purtroppo è quando avviene l’incontro tra il figlio immaginato e quello reale che per i genitori comincia il processo d'accettazione - continua il presidente -  di fronte al quale è meglio non essere mai soli. Ed è proprio per supportare i genitori e i fratelli in questo tipo di situazioni che nasce il progetto”. 

Alla base di questo percorso c'è un obiettivo che tutto sommato non è così difficile da raggiungere: “quello di aiutare le famiglie a comprendere - ci spiega la psicologa Elisabetta Torchio, coordinatrice del progetto in Piemonte, Liguria e Valle d’Aosta - che la perdita della funzionalità visiva, seppur importante in una società basata sull’immagine e sull’apparenza, non pregiudica assolutamente la conduzione di una vita piena e appagante da parte del soggetto disabile”. 

Per il progetto sono stati formati, in tutta Italia, ben 150 psicologi e psicoterapeuti.     L'obiettivo è anche quello di offrire consulenza psicologica specialistica a singoli, coppie e gruppi, in regime di convenzione o di compartecipazione da parte delle sezioni provinciali e regionali dell’UICI, alle quali le famiglie possono rivolgersi direttamente per ogni informazione e per richiedere il servizio. “L’obiettivo finale è quello di aiutare il minore a vivere una vita il più possibile autonoma e soddisfacente - riprende il presidente dell'Uici piemontese - e a questo proposito ci tengo a ribadire che un aiuto grande potrebbe essere dato dalla sintesi vocale. Nei mezzi pubblici sarebbe fondamentale, non solo per i non vedenti, ma anche per gli anziani”. Torchio conclude facendo un appello alle istituzioni: “La sintesi vocale darebbe finalmente autonomia e dignità a tutte che quelle persone che, come me, sono costrette a volte a camminare per ore, perché ci si ritrova senza saperlo dall'altra parte della città”. 

Per tutte le informazioni del caso è possibile rivolgersi direttamente alla segreteria regionale di UICI Piemonte, al numero 011/56.27.870 o all'indirizzo segreteria@uicpiemonte.it (Paolo Cocuroccia)

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