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Addio a Antonio Papisca, "il popolo della pace perde una guida"

Lotti (Tavola della pace): “I suoi insegnamenti e le sue lezioni sono stati il punto di riferimento del pacifismo politico cresciuto in Italia a partire dagli anni ’80 come non è accaduto in nessun’altra parte del mondo”. Venerdì 19 maggio alle 10.30 i funerali in Duomo a Padova

17 maggio 2017

- PERUGIA - “Antonio Papisca, il professor Antonio Papisca, ci ha lasciato ieri mattina. La morte è arrivata come un fulmine, all’improvviso, portandoci via un amico, uno dei principali difensori dei diritti umani dei nostri giorni”. Così scrive Flavio Lotti, coordinatore della Tavola della pace, in una nota in cui ricorda il professore emerito dell'università di Padova, dove ha insegnato, alla facoltà di Scienze politiche, Tutela internazionale dei diritti umani e Organizzazione internazionale dei diritti umani e della pace. Temi che sono sempre stati al centro del suo lavoro di ricerca e del suo impegno. Tante volte protagonista della marcia Perugia-Assisi e sempre attivo e fecondo di aperture e innovazione sui temi della costruzione di una società giusta per tutti e capace di costruire ponti. “Con lui, il popolo della pace perde una delle sue guide più significative, uno dei suoi animatori più instancabili – scrive Flavio Lotti oggi -. I suoi insegnamenti e le sue lezioni sono stati il punto di riferimento del pacifismo politico cresciuto in Italia a partire dagli anni ’80 come non è accaduto in nessun’altra parte del mondo”. Prosegue Lotti: “Antonio era un uomo straordinario, animato da una grande fede in Dio e nella persona umana, capace di saldare la mente al cuore e alla coscienza. Ma era anche tanto riservato e umile da non rincorrere mai la luce dei riflettori mediatici. Per questo molti non sanno quanto grande sia stato il suo contributo alla crescita, nel nostro paese, di un’autentica cultura della pace. Antonio era uno studioso, un ricercatore, un intellettuale impegnato come pochi altri in tutti quei movimenti della società che generano cambiamento, partecipazione, impegno trasformatore”. 

Grazie a Papisca molte intuizioni del “popolo della pace” hanno assunto la forma di un pensiero politico, giuridico e istituzionale. “Lo ricordo ancora oggi – continua Lotti -, seduto accanto a padre Ernesto Balducci, il 15 marzo 1991 a Perugia mentre lancia la campagna per l’inserimento dell’articolo “pace-diritti umani” negli statuti degli Enti locali e delle regioni italiane”. Papisca credeva fortemente nelle istituzioni e nella via istituzionale alla pace: “Dal quartiere all’Onu, come amava dire sempre, descrivendo efficacemente il campo d’azione dei costruttori di pace. Dal piccolo al grande, dal locale al globale”.  

Per questo, sin dagli anni ’80, ha promosso l’impegno degli Enti locali e delle Regioni per la pace e i diritti umani con una miriade di idee, campagne, documenti, proposte di legge, ordini del giorno, studi, rapporti, appelli, libri e articoli. “Così è stato con tutti quei gruppi, associazioni e movimenti che nel corso degli anni hanno operato per costruire una cultura e una politica di pace. Non so dire quante volte ci siamo trovati nel suo ufficio all’Università di Padova  - ricorda Flavio Lotti - per riflettere, analizzare e progettare percorsi di pace. So che grazie a lui la nostra idea di pace è diventata ‘positiva’, i diritti umani sono diventati la bussola del nostro impegno culturale e politico, il nostro ripudio della guerra è diventato più consapevole e radicale, l’Onu è diventato ‘l’Onu dei popoli’, la diplomazia è diventata la “la diplomazia dei popoli e delle città”, la pace è un diritto umano finalmente riconosciuto (seppur ancora timidamente) dalle Nazioni Unite. Per tanti lunghi e intensi anni Antonio ha accompagnato il cammino del Coordinamento nazionale degli Enti locali per la pace e i diritti umani, della Tavola della pace e della Marcia PerugiAssisi. E forse di questo non lo abbiamo mai ringraziato abbastanza. Lo facciamo oggi – conclude il coordinatore della Tavola della pace -, con dolore, stringendoci attorno a lui, alla moglie, ai figli, a Marco Mascia che è sempre stato al suo fianco, agli amici, a tutti quelli che l’hanno conosciuto e stimato. E rinnovando l’impegno a continuare il cammino. Con quello spirito di passione e fiducia che Antonio ci ha sempre regalato”. (ep) 

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Tag: diritti umani

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