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Giornata dei care leavers: 3 mila neomaggiorenni cresciuti fuori famiglia

Agevolando promuove la prima giornata nazionale per accendere i riflettori sulla situazione dei ragazzi che crescono “fuori famiglia”. Zullo (presidente): “Spesso i nostri ragazzi sono considerati figli di nessuno, ma non è così. Sono figli del nostro Paese e della nostra società”

18 maggio 2017

BOLOGNA - Sono circa 3 mila i ragazzi che ogni anno diventano maggiorenni dopo essere cresciuti “fuori famiglia”, in comunità, casa-famiglia o in affido. Molti di loro non fanno rientro nel nucleo familiare e devono costruirsi – talvolta anche molto in fretta – un futuro spesso senza una casa, un lavoro o un sostegno sociale adeguato. Per accendere i riflettori su questa realtà, per sensibilizzare le persone sulla situazione dei care leavers in Italia, l’associazione Agevolando ha indetto per oggi la 1ª Giornata nazionale dei care leavers, “Care leavers day” (hashtag #CareleaversDay). 

“L’obiettivo di questa giornata – spiega Diletta Mauri, coordinatrice del progetto “Care leavers network”, rete di care leavers coinvolti in un percorso di partecipazione e cittadinanza attiva nata come informale poi diventata nazionale – è raccontare il loro mondo: le loro storie, le loro risorse, il loro impegno per se stessi e per gli altri. Ma non vogliamo negare le difficoltà: per loro si può fare molto di più”.

- Le fa eco Federico Zullo, presidente di Agevolando: “Il passaggio alla maggiore età per i nostri ragazzi coincide con il concludersi, in maniera repentina, di tutele e accompagnamenti. Così abbiamo deciso di istituire una giornata solo per loro: abbiamo scelto il 18, perché come detto, il diciottesimo compleanno è un momento particolare, e abbiamo scelto maggio, un mese che ci piace molto dal punto di vista climatico, e nel quale non abbiamo altri impegni troppo gravosi”. Come spiega Zullo, grazie al network, i ragazzi sono riusciti a parlare alla politica, “ma crediamo che anche farsi conoscere dall’opinione pubblica sia fondamentale. La Giornata nazionale nasce con questo scopo. Vogliamo aprire gli occhi alle persone, perché possano contribuire e dare una possibilità a questi ragazzi che, troppo spesso, sono considerati figli di nessuno: ma non è così. Forse non hanno una famiglia o forse ce l’hanno disgraziata, ma sono figli del nostro Paese e della nostra società. Crediamo sia responsabilità di tutti prendere in considerazione la loro vulnerabilità”.

Nelle diverse città d’Italia in cui ha sede l’associazione – Torino, Trento, Milano, Parma, Modena, Ferrara, Bologna, Ravenna, Rimini, Cagliari, Napoli, Bari – saranno realizzati eventi, tornei, cineforum, banchetti di autofinanziamento. Tra gli appuntamenti, Agevolando Torino organizza un aperitivo per “scoprire chi sono i care leavers e quanto mettono in gioco per costruire il loro futuro”; anche a Milano si potrà partecipare a un aperitivo e acquistando uno dei cactus in vendita si potrà contribuire alla nascita della nuova sede meneghina. A Bologna, appuntamento alla gelateria artigianale “È buono”, gestita da 4 ragazze care leavers, mentre a Cagliari, alla presenza di Diletta Mauri, sarà inaugurato lo Sportello del neomaggiorenne: “A volte la vita ci riserva delle brutte sorprese, tra queste può capitare di essere inseriti in un contesto comunitario e vivere fuori dalla famiglia di origine, quando sei un bambino o un adolescente – scrive Agevolando Sardegna –. Ma vogliamo dirvi che nella sfortuna si può celare una vita grandiosa, una di quelle che non ti aspettavi. Certe esperienze ti cambiano, ti fanno maturare e capire che non si è un errore”.

La Giornata anticipa l’incontro del prossimo 17 luglio a Roma quando, all’Auditorium Cnel, si riunirà la 1ª Conferenza nazionale dei care leavers, realizzata in collaborazione con l’Autorità nazionale garante per l’infanzia e l’adolescenza, in cui i ragazzi presenteranno le loro raccomandazioni e le loro richieste. In quell’occasione saranno anche presentati gli esiti di un’indagine quantitativa sui care leavers nel nostro Paese promossa da Agevolando con la supervisione dell’Università di Padova. (Ambra Notari)

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