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Gran Premio dei piloti su sedia a ruote, si corre (con nuove regole) il 1° luglio

Da quest'anno il GP per piloti con disabilità si gioca con regole nuove: sarà più lungo, si correrà insieme, “ci saranno premiazioni e conferenza stampa, per dare ai piloti lo spazio che meritano”. L’ideatore, Michele Sanguine, racconta storia e pronostici di una gara “nata per gioco”

21 maggio 2017

ROMA – Parte il conto alla rovescia per il prossimo Wheelchair Gp, Gran premio su sedia a ruote: si corre nel circuito di Rozzano (Mi), il prossimo 1 luglio. Da quando è nato (nel 2015) a oggi, ha fatto dei passi da gigante, questo speciale Gran Premio aperto anche alle donne. Sponsor e partecipanti sono raddoppiati, ma anche l'attenzione mediatica è cresciuta moltissimo. E pensare che all'inizio è nato tutto da una scommessa tra amici:”Siamo partiti dall'idea di scendere in strada con qualche amico e -gareggiare con le nostre carrozzelle - afferma Michele Sanguine, organizzatore del gran premio - poi abbiamo pensato di prendere in affitto una pista di Kart e mi è venuto in mente di cercare qualche sponsor". Ed è a quel punto che è esplosa la febbre per il wheelchair gp. Che poi è la stessa malattia che coinvolge gli appassionati di formula 1 e moto gp.

Bisogna ammettere che di strada ne ha fatta tanta il gran premio,"pensate che da quest'anno abbiamo le ragazze con  l'ombrellino, le premiazioni e la conferenza stampa - continua l'ideatore dell'iniziativa - dando così ai vincitori lo spazio che meritano". Ma come si svolge la gara? Presto detto. I piloti fanno delle corse individuali che vengono cronometrate al millesimo. Da quest'anno però l'organizzatore ci tiene a farci sapere che il primo luglio gareggeranno anche tutti insieme. E proprio come avviene in formula uno, dopo le prove, che fisseranno la griglia di partenza, ci sarà la gara vera e propria, con i sorpassi e tutto il resto. 

La faccenda si fa seria insomma, basti pensare che i piloti con disabilità si preparano prima di ogni gara, mostrando di tenerci moltissimo, esattamente come i piloti professionisti: "Magari mangiamo un po' leggero i giorni che precedono la gara - continua Michele - anche perché perdendo più peso, si acquista di conseguenza più velocità in pista". Stefano Russo, uno degli storici partecipanti, si allena nel suo parcheggio. E la vecchia polemica dell'automobilismo, se è più influente il pilota o la macchina, c'è anche nel nuovo gp: "Diciamo che chi ha la carrozzina più veloce è avvantaggiato - ci spiega l'ideatore del gran premio - però conta anche la capacità di guidare ovviamente". 

Fabio Amenta, vincitore dello scorso gran premio, “è ancora il favorito. Ma quest'anno sarà più difficile, quindi è tutto aperto. Il circuito infatti è più lungo, non si gira più in un minuto e ce ne vogliono almeno cinque di più. Un altro papabile per la vittoria è Samuele Giampietro, terzo lo scorso anno. Ma anche Davide Lione, che ha sfiorato il podio nelle altre edizioni, sempre per una manciata di centesimi, è un pilota che promette filo da torcere. E non è detto che quest'anno non esca un nome nuovo. D'altronde - come sostiene anche Michele Sanguine - non basta avere una carrozzina veloce e dare una gonfiatina alle gomme prima della gara". No, non basta, anche se aiuta. Bisogna avere un gran cuore. E di cuore, questi ragazzi, ne hanno da vendere. (Paolo Cocuroccia)

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Tag: Sport per tutti

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