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Donatori di sangue in calo, volontari al lavoro per sensibilizzare i giovani

A Roma i rappresentanti di non profit e istituzioni: il sistema italiano "tiene", ma inizia a dare segnali di logoramento. In un anno 40 mila donatori in meno, calo "fisiologico": serve un rilancio fra i giovani. In aumento i pazienti trasfusi (+3,7%). I dati del Centro nazionale sangue

19 maggio 2017

Roma - Il sistema sangue italiano 'tiene', ma inizia a dare qualche segnale di logoramento, a partire da un calo dei donatori fisiologico per l'invecchiamento della popolazione ma che richiede un rilancio delle donazioni soprattutto fra i giovani. Il dato e' stato presentato durante la consultazione plenaria del sistema sangue, che ha riunito a Roma rappresentanti delle associazioni di volontariato e delle istituzioni.

Secondo i numeri elaborati dal Centro nazionale sangue nel 2016 sono stati registrati circa un milione e 688 mila donatori, una cifra in calo di 40 mila unita' rispetto all'anno precedente e che e' anche la piu' bassa dal 2011. Anche le donazioni di plasma, necessarie anche per la produzione di farmaci utilizzati per molte terapie salvavita, sono in calo di circa il 5%, anche se la quantita' inviata alle industrie di lavorazione nel 2016 e' maggiore perche' e' aumentato il volume raccolto per ogni singola donazione. A fronte del calo dalla parte della donazione, si registra invece un aumento del numero di pazienti trasfusi, circa 660 mila nel 2016 (+3,7%), anche se la quantita' di sangue trasfuso e' in leggero calo per l'adozione delle tecniche di 'Patient Blood Management', che permettono un risparmio della risorsa. A garantire l'autosufficienza nazionale, sottolinea il direttore del Cns Giancarlo Maria Liumbruno, e' soprattutto il meccanismo di compensazione che prevede che regioni che raccolgono piu' sangue del fabbisogno lo cedano a chi e' in crisi.

A contribuire maggiormente sono state nel 2016 Piemonte (32%), Veneto (16%), Friuli-Venezia Giulia (13%), Lombardia (12%), Provincia autonoma (PA) di Trento (8%), Emilia-Romagna (4%), Campania, Valle d'Aosta e PA di Bolzano (circa 2% ognuna). 

"Il sistema e' sostanzialmente in equilibrio, ma in alcune regioni periodicamente e' necessario ricorrere alla compensazione - sottolinea Liumbruno - La Sardegna ad esempio ha un'ottima raccolta, ma non e' autosufficiente perche' ha molti pazienti talassemici, che necessitano di molto sangue per le terapie. Proprio in questi ultimi giorni la regione sta registrando delle carenze importanti che rischiano di fare ritardare le terapie trasfusionali programmate destinate ai numerosi pazienti sardi affetti da talassemia, ed e' necessario che le altre mantengano gli impegni. Per questo e' importante che tutte le regioni cerchino di contribuire il piu' possibile al sistema di compensazione nazionale e che incrementino la raccolta, anche aumentando la ricettivita' dei servizi trasfusionali".

Anche il volontariato si e' mobilitato per 'ringiovanire' i donatori con una serie di iniziative volte al coinvolgimento delle nuove generazioni.

Il prossimo 14 giugno ad esempio, in occasione della Giornata mondiale sulla donazione proclamata dall'Oms, le principali associazioni con il ministro della Salute, hanno programmato un convegno con rappresentanti del ministero dell'Istruzione e del Coni per portare avanti la collaborazione con il mondo della scuola e dello sport.

"Le associazioni e federazioni dei donatori di sangue hanno il compito di coinvolgere i cittadini su un tema che interessa tutta la collettivita' - dichiara il Civis (Coordinamento interassociativo volontariato italiano sangue) -. È indispensabile continuare l'attivita' di informazione e sensibilizzazione sulla donazione di sangue ed emocomponenti, in modo da favorire una sempre piu' ampia partecipazione". (DIRE)

© Copyright Redattore Sociale

Tag: Donazione sangue, Volontariato

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