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"Insieme senza muri", Milano (divisa) si prepara alla marcia per l'accoglienza

Oltre mille le sigle che hanno deciso di aderire alla manifestazione, promossa dal comune di Milano insieme a un gruppo di realtà del terzo settore. "Pace" fatta tra le due anime della manifestazione. E Sala conferma: "Guiderò la marcia, per una Milano sicura e accogliente"

19 maggio 2017

MILANO - Sono ormai oltre mille le sigle di associazioni, cooperative, gruppi ed enti che hanno deciso di aderire alla marcia per l'accoglienza "Insieme senza muri", promossa dal Comune di Milano insieme a un gruppo di realtà del terzo settore. L'appuntamento è per sabato 20 maggio, alle ore 14.30 in Porta Venezia. Saranno presenti anche il -sindaco Giuseppe Sala e il presidente del Senato Pietro Grasso. Una marcia preceduta da accese polemiche, soprattutto dopo l'accoltellamento di due soldati e un poliziotto alla Stazione centrale da parte di uno spacciatore italo tunisino, ora indagato per terrorismo internazionale. Il Governatore della Regione Lombardia, Roberto Maroni, ha infatti chiesto che la manifestazione fosse sospesa. Pronta la replica del sindaco Sala: "Il criminale che ha accoltellato gli uomini delle forze dell'ordine è figlio di madre italiana e di padre nordafricano ed è italiano a tutti gli effetti. Ciononostante a qualcuno fa comodo buttare questo atto criminoso sul conto dei migranti. Resto comunque convinto che l'accoglienza sia un dovere della nostra città e di chiunque possa alleviare le sofferenze di chi è in difficoltà serie e chiede aiuto. Per questo confermo che domani guiderò la marcia "Insieme senza muri", per una Milano sicura e accogliente". 

Non sono mancate in questi giorni polemiche e divisioni anche all'interno della vasta galassia di associazioni che animeranno domani la manifestazione. Dopo il blitz delle forze dell'ordine del 2 maggio alla Stazione centrale e la retata di migranti, in una parte dell'associazionismo milanese - dal Naga ai sindacati fino ai centri sociali - era cresciuto il malumore verso il Governo e il ministro dell'Interno, Marco Minniti, e il sindaco Giuseppe Sala. Un malumore che rischiava di dividere in due anime la manifestazione di sabato. Un'anima più moderata, che avrebbe marciato sotto lo slogan "Senza muri", e una più antagonista, legata allo slogan "Nessuno è illegale", che sottolinea di più la necessità di cambiare totalmente le leggi in materia di immigrazione. Ma mercoledì sera, in un vertice a Palazzo Marino al quale hanno partecipato diversi rappresentanti del terzo settore, si è arrivati a un accordo: anche lo striscione "Nessuno è illegale" aprirà la manifestazione insieme a quello "Senza muri". "Lo ritengo un risultato politicamente molto importante -sottolinea Piero Massarotto, presidente del Naga-. 'Nessuno è illegale' sottolinea il fatto che oggi non esistono canali d'ingresso regolari in Italia e quindi nessuno può essere considerato irregolare. I muri da abbattere sono anche quelli legislativi". "No one is illegal" era anche lo slogan della marcia di Barcellona nel febbraio scorso, da cui è nata l'idea di quella di Milano: "La nostra posizione non è in contrasto con quella del Comune né con chi si riconosce di più nello slogan "Senza muri", semmai va a integrare questi concetti", ci tiene a precisare Piero Massarotto. (dp)

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