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La corsa dei bambini palestinesi, siriani e libanesi per "crescere insieme"

Mille bambini uniti in nome dello sport con "Vivicittà", la corsa podistica che l'Uisp organizza da 34 anni. Chiusa proprio in Libano l'edizione 2017, dopo 70 prove podistiche, che dal 9 aprile si sono alternate tra città italiane ed estere, anche all'interno delle carceri

21 maggio 2017

ROMA - Tripoli, in Libano, questa mattina ha battuto le mani per 1000 bambini siriani, palestinesi e libanesi uniti in nome dello sport e per affermare il diritto a crescere insieme. Questa è Vivicittà, la corsa podistica messaggera di valori e di sport che l'Uisp organizza da 34 anni. Uno striscione del traguardo che ha chiuso proprio in Libano l'edizione 2017, dopo 70 prove podistiche che dal 9 aprile si sono alternate tra città italiane ed estere, comprese quelle all'interno delle carceri. Lo raccontano i promotori a -commento della corsa di sensibilizzazione, la decima che si corre in Libano, per la prima volta a Tripoli, seconda città del paese.

Tripoli si trova a pochi km dal confine siriano e dal 1948 ospita nel suo territorio due grandi campi palestinesi, Beddawi e Nahr Al-Bared. E' da questi campi, dalle scuole pubbliche libanesi e dai tanti insediamenti informali deve vivono decine di migliaia di siriani in fuga dalla guerra, che sono arrivati i 1000 e più bambini che oggi hanno corso "per crescere insieme"

Hanno vinto tutti, insieme alla città di Tripoli, città negli ultimi anni al centro di grandi tensioni, anche a causa del vicino conflitto siriano. Tante storie si sono intrecciate, come quella di Fatima, preoccupata per gli esami che inizieranno domani, o quella di Akmed che da tre anni vive in una tenda e rimpiange la sua casa di Aleppo o quella di Hassen, nato e cresciuto nei vicoli del campo di Beddawi. Alla fine sono stati tutti premiati con una medaglia e la felicità ha avuto il sopravvento sulla giornata di caldo e sudore.

"Tramite lo sport si può crescere ed imparare il rispetto, la competizione e la lealtà, l'integrazione sociale, lo spirito di gruppo e la socializzazione. Questi principi permettono ai ragazzi di crescere e diventare  adulti capaci di vivere in una società plurale", ha dichiarato Simona De Martino, primo consigliere dell'ambasciata d'Italia in Libano. "L'Uisp è qui perchè questo territorio rappresenta una parte importante del mondo e il nostro piccolo contributo di oggi, qui a Tripoli, è cercare di migliorare il mondo in cui viviamo, facendo correre e stare insieme culture differenti che rappresentano le nuove generazioni di un territorio finalmente in pace", ha dichiarato Carlo Balestri, Uisp.

La manifestazione è stata realizzata grazie a Uisp-Unione Italiana Sport Per tutti e all'Agenzia italiana per la cooperazione allo sviluppo e si è avvalsa della collaborazione di UNRWA-Agenzia Onu per i rifugiati palestinesi e della municipalità di Tripoli.

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