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"Un mondo in bilico", le proposte della Caritas ai grandi della Terra

In un dossier pubblicato in concomitanza con il Vertice del G7 in corso in Sicilia, la Caritas italiana raccoglie le speranze della comunità globale. “Costruire una risposta basata sul concetto di sviluppo umano integrale di tutti gli uomini e da un’alleanza tra uomo e creato”

26 maggio 2017

“Ascoltare i poveri e il pianeta oggi ci chiama a essere cittadini consapevoli, a trovare terreni di convergenza con chi ha a cuore il destino del mondo e dell’umanità. La razionalità deve tornare in gioco per aiutarci ad ascoltare il mondo, identificare il cambiamento necessario, metterci in marcia con le nostre comunità con un impegno che deve toccare ogni livello e che parta dalla capacità di condividere”. Lo scrive Caritas italiana nell’introduzione di “Un mondo in bilico. Risposte di pace, voci di speranza, sviluppo sostenibile”, il 26esimo dossier pubblicato in concomitanza con il Vertice del G7 ospitato dall’Italia a Taormina, in provincia di Messina, (26/27 maggio) in cui i grandi della Terra si confronteranno sulle sfide globali, in primis terrorismo, clima e globalizzazione. “Viviamo in un mondo segnato da rabbia e paura – si legge nel dossier – L’economia, la politica, la società sembrano caratterizzarsi per fenomeni di carattere espulsivo. Bisogna costruire una risposta basata sul concetto di sviluppo umano integrale, di tutto l’uomo, di tutti gli uomini, e da una forte alleanza tra l’essere umano e il creato, la sua casa comune”.

- Il concetto di “espulsione” da cui parte il dossier (e che è ripreso dalla ricercatrice americana Saskia Sassen) non riguarda solo i singoli fenomeni di espulsione: chi è espulso dal mondo del lavoro, chi ha un’occupazione ma è comunque precario, i migranti, le comunità che perdono le loro terre a causa del land grabbing ma va osservato in termini globali perché il fenomeno interessa diversi ambiti della società: nel documento si citano i Neet, la riduzione del ceto medio, l’aumento dei disoccupati e di lavoratori a basso reddito tagliati fuori dal welfare, i Paesi in via di sviluppo “vittime di spoliazioni sul piano economico e delle risorse naturali, il pianeta “aggredito dall’umanità attraverso attività agricole, industriali, estrattive”, la crisi finanziaria, le logiche del liberalismo e l’individualismo della società, la crisi umanitaria dei migranti e le politiche nazionaliste. “Di fronte a una situazione la cui difficoltà sperimentiamo ogni giorno e una complessità che sembra in molti casi lasciarci senza risposta, l’azione di chi ha a cuore il bene comune deve essere guidata dal principio di dignità della persona umana, in un percorso attento alla necessità di informazione sulla realtà dei fatti – scrive Caritas – Ogni risposta è caratterizzata da percorsi complessi in cui è necessario orientarsi in un’abbondanza spesso contraddittoria di informazioni, abbondanza che richiede attenzione e sforzo per maturare una presenza da cittadini globali consapevoli, che sanno impegnarsi in prima persona e che sono pronti a essere persenti in modo esigente nella vita politica e sociale”.

Nel documento si ripercorre l’impegno e la fatica della comunità globale nell’elaborare alcune risposte concrete: gli Accordi di Parigi sul clima e gli Obiettivi per lo sviluppo sostenibile. “Si tratta ora (con il G7, il G20 e gli altri appuntamenti internazionali in agenda) di dare corpo agli impegni, mettendo in pratica quanto previsto per affrontare le questioni che affliggono il pianeta. È necessario dare un segno di speranza ai poveri, a coloro che sono colpiti da guerre e carestie, cambiamento climatico, crisi economica. La Laudato Si’ offre, su questi temi, un orizzonte di senso indispensabile per tutti: ci permette di costruire a partire da quanto accettato dalla comunità internazionale per andare verso una tutela sempre più piena della dignità dell’essere umano”, si ribadisce del dossier.

Attenta ai fenomeni globali che hanno un impatto sulla vita delle persone, Caritas segue gli sviluppi su questi temi attraverso la confederazione di Caritas Internationalis e le piattaforme continentali (Caritas Europa): ci sono gruppi di lavoro impegnati ad approfondire temi come il cambiamento climatico, gli Obiettivi per lo sviluppo sostenibile, le migrazioni, i vertici internazionali. Le campagne degli ultimi anni hanno riguardato il diritto al cibo (“Una sola famiglia umana: cibo per tutti”) e la migrazione (“Il diritto di rimanere nella propria terra”). Va in questa direzione anche la campagna “Liberi di partire, liberi di restare”. Come ha detto il cardinale Bagnasco, “è un segno della Chiesa italiana perché cresca la consapevolezza delle storie dei migranti, si sperimenti un percorso di accoglienza, tutela, promozione, integrazione dei migranti che arrivano tra noi, non si dimentichi il diritto di ogni persona a vivere nella propria terra”. (lp)

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