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Il "fidget spinner", non solo moda. "Per autismo e Adhd, è terapeutico”

Spopolano ormai tra le dita di bambini e adolescenti, ma stanno conquistando anche gli adulti. Appello di Leslie Templeton, ragazza con grave disturbo dell'attenzione: “Per voi sono un gioco, per noi strumento terapeutico. Ne abbiamo bisogno per controllare i nostri problemi”. Ma ora molte scuole li mettono al bando

29 maggio 2017

ROMA - Spopolano ormai tra le dita di bambini e adolescenti, ma stanno conquistando anche gli adulti: si chiamano “fidget spinner”, più comunemente soltanto “spinner”. Una sorta di trottolina che, stretta al centro tra i polpastrelli, si accontenta di una leggera spinta per ruotare veloce e a lungo. C'è chi poi la tiene in equilibrio su un dito solo, chi sulla punta del piede, chi sulla punta del naso, dando luogo a vere e proprie sfide di creatività e abilità.. “Ma non chiamatelo gioco, per noi è una terapia”: è questo l'appello che arriva da chi utilizza questo strumento per ridurre problemi di ansia, attenzione, concentrazione. 

- Sì, perché il “fidget”, che sta per “finger gadget”, storicamente è nato per aiutare i bambini con problemi dell'attenzione o ansia e risulta particolarmente efficace per chi ha un disturbo dello spettro autistico. Come si legge in un sito specializzato nella commercializzazione di giochi terapeutici, “molti bambini con disturbi nello spettro autistico sono naturalmente irrequieti, sempre in movimento, giocherellano con le dita e hanno sempre le mani impegnate a fare qualcosa. Purtroppo questa attività, spesso rappresenta una fonte di forte distrazione per se e per gli altri”. Per questo,” i giocattoli fidget sono stati appositamente selezionati per fornire sensazioni tattili e uno sbocco per l'energia in eccesso. I giocattoli fidget possono anche aiutare e tenere occupati i bambini in momenti particolare stress o di potenziale stress, come i tempi di attesa, i momenti in cui devono stare seduti, i viaggi in auto e il tempo dello shopping”. Diversi dunque i benefici di questi particolari giochi, “spinner” incluso, nei bambini con autismo: “tengono occupati, distraggono, hanno un effetto di comfort e ricompensa, promuovono la concentrazione, sviluppano le capacità motorie e il coordinamento occhio-mano”. 

Ma se questi sono i potenziali benefici dell'ormai diffusissimo spinner, non mancano ovviamente gli “effetti collaterali”, legati soprattutto alla diffusione capilllare anche all'interno delle aule scolastiche. Oltre ai pericolo che possono derivare da un uso improprio dell'oggetto, c'è poi l'effetto distrazione che questo può produrre tra i banchi scolastici. Tanto che sono stati banditi da tutte le scuole statunitensi e iniziano a essere vietati anche in molte scuole italiane.

Di qui il video-appello, pubblicato poche ore da su “The Mighty”, una “community” di persone con patologie e disabilità, che qui condividono le proprie esperienze e opinioni. “I fidget non sono soltanto l'ultima moda dei giocattoli. Per via della loro crescente popolarità, le scuole stanno iniziando a vietare questi 'giochi' che distraggono gli studenti. Ma i fidget sono stati uno strumento terapeutico per anni, aiutando le persone con ansia, autismo, Adhd e molte altre condizioni”. E il video riporta alcune testimonianze di chi utilizza il fidget non come un gioco, ma come un ausilio. “Mio figlio maggiore lo utilizza quando parliamo di temi scomodi. In pochi giorni è diventato una fonte di calma”. Racconta Becky: “Io ho una dermatillomania e lo uso per smettere di mordermi”. Riferisce Alexandra: “Appena sento arrivare un attacco d'ansia, prendo il fidget per concentrarmi e respirare. E' qualcosa da maneggiare e su cui focalizzare la vista”. Di qui l'appello: “E' vero, se usato soltanto come un gioco, il fidget può distrarre. Ma non possiamo dimenticare quante persone ne hanno bisogno per ragioni diverse dal divertimento. Diffondiamo l'empatia, non il giudizio”.

Sullo steso tema, “The Mighty” ha pubblicato anche un articolo, in queste ore: “Cosa vorrei che le persone capissero di fidget e disabilità”. Leslie Templeton, una ragazza con grave disturbo dell'attenzione, racconta: “Ricordo che i miei insegnanti mettevano dei pesanti libri sul mio grembo, per cercare di farmi fermare, ma avevo così tanta energia che le gambe continuavano a calciare. Per quanto cercassi di fermarmi, la mia mente ha perdeva fuoco (cosa che a una bambina con ADHD grave accade letteralmente ogni tre minuti) e le mie gambe iniziavano a muoversi. Il mio insegnante di sostegno ha trovato una soluzione: un pezzo di stoffa che potevo maneggiare tra le dita: all'improvviso le mie gambe smisero di tirare calci. Nel corso degli anni ho provato diverse soluzioni per ricevere sollievo, e non ho trovato niente di più utile del mio fidget”.

Ma ecco arrivare la “moda” dello spinner, a cui Leslie guarda con preoccupazione: “Gli studenti con disabilità hanno bisogno di questi cubi e spinner, ma gli studenti non disabili ora hanno scoperto questi oggetti e li trattano come giocattoli, dimenticando lo scopo per cui sono stati inventati: la terapia. Molte altre disabilità cognitive e anche fisiche beneficiano veramente di questi strumenti. Mentre potrebbero essere divertenti per alcuni, essi assolutamente servono per uno scopo a molti. Ora sono vietati nelle scuole, perché gli studenti che non hanno bisogno di questi oggetti ne stanno abusando”, riflette Leslie, che lancia quindi un accorato appello: “Non mi dispiace che anche i ragazzi non disabili utilizzino i fidget, ma vi prego di parlare con i vostri figli, fratelli e coetanei dell'importanza di questi oggetti. Insegnate loro ad usarli in modo appropriato, in modo che coloro che ne hanno veramente bisogno non debbano ora subire le conseguenze del loro uso improprio. Per voi, possono essere un giocattolo, ma per me sono essenziali nella vita quotidiana”. (cl)

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Tag: adhd, Autismo

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