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Economia circolare: meno sprechi, crescita e più occupazione

Una crescita da qui al 2030 di 1.800 miliardi di euro, un aumento del Pil triplo rispetto al modello attuale. Una riduzione del consumo di materiali del 32%. È quello che potrebbe succedere se si investisse sull’economia circolare. Se ne parla il 7 giugno a Bologna nel Primo Forum nazionale

06 giugno 2017

BOLOGNA - Una crescita di 1.800 miliardi di euro da qui al 2030 ovvero il doppio di quella prevista con il modello attuale. Un aumento di reddito di 3 mila euro all’anno per nucleo familiare e una crescita del Pil tripla rispetto a quella prevista senza modifiche al sistema economico attuale. E poi: una riduzione del consumo di materiali primari del 32% entro il 2030 e del 53% entro il 2050. È quando potrebbe succedere se si investisse nell’economia circolare che prevede l’ottimizzazione dei processi (con la riduzione del consumo di risorse di base) e la reimmissione dei materiali nel ciclo produttivo con il conseguente abbattimento dell’impiego di materie prime vergini. Il tema è al centro di “Ambiente, economia e territori: fare rete al tempo dell’economia circolare”, il Primo Forum nazionale sull’economia circolare in programma a Bologna il 7 giugno promosso dalla Città metropolitana di Bologna e da Edizioni Ambiente in collaborazione con la Regione Emilia-Romagna, il Comune di Bologna e SprecoZero.net con il patrocinio dell’Università di Bologna e del ministero dell’Ambiente nell’ambito delle iniziative del G7Ambiente. “Le aziende che investiranno sull’economia circolare saranno più concorrenziali, più forti sul mercato perché risparmieranno risorse, useranno meno energia, produrranno meno rifiuti – ha detto Gianluca Galletti, ministro dell’Ambiente – L’ambiente non è soltanto un grande tema etico e morale: è anche un grande tema economico sul quale si giocherà la differenza competitiva nella quarta rivoluzione industriale”.

I lavori del Forum nazionale sull’economia circolare saranno aperti da Kate Raworth, economista inglese (tra i 10 più influenti al mondo secondo il Guardian) che illustrerà la “teoria della ciambella”, una nuova teoria dei limiti che è una critica ai tradizionali approcci economici, responsabili di non aver saputo prevenire le grandi crisi degli ultimi decenni. “Oggi milioni di persone in tutto il mondo non sono ancora in grado di soddisfare i propri bisogni più essenziali, anche nei Paesi più ricchi del mondo le disuguaglianze sono al livello più alto da 30 anni – ha dichiarato la Raworth – La sfida del XXI secolo è di soddisfare le esigenze di tutta la popolazione terrestre all’interno dei mezzi del pianeta”. Tenere insieme bisogni dell’ambiente e bisogni dell’uomo, dunque, è la linea che ha dato il ministro Galletti per il prossimo G7Ambiente, ricordando che “quando parliamo di ambiente, come dice il Papa, parliamo delle disuguaglianze che ci sono nel mondo, di spreco di cibo e quindi di povertà e di migrazione”.

“Da rifiuto a materia” è uno dei concetti alla base della cultura dell’economia circolare. Oggi in Europa ben 6 tonnellate di materie prime, delle 16 complessive consumate ogni anno da ogni singolo cittadino dell’Ue diventano scarti. Di queste 6, metà non vengono nemmeno recuperate e finiscono in discarica. Il quadro italiano è quello di un Paese che sta offrendo casi e modelli di eccellenza all’Europa, in vari settori: dagli oli esausti (oltre 65 mila tonnellate riciclate da Conoe) che possono essere trasformati in biocarburanti di alta qualità nelle bioraffinerie Eni (come quella di Venezia, primo esempio al mondo di conversione di una raffineria convenzionale in bioraffineria in grado di trasformare materie prime di origine biologica in biocarburanti di alta qualità, e quella che aprirà nel 2018 a Gela) ai pneumatici fuori uso con 1.400.000 tonnellate di penumatici fuori uso (più di 2 volte la circonferenza terrestre) recuperate in 7 anni da Ecopneus e 80 mila tonnellate di granuli e polverini (pari a 8 Torri Eiffel), diventati ogni anno nuove strade, insonorizzati per l’edilizia, e superfici sportive. Da quello delle batterie, con la rete di 90 Punti Cobat per servire oltre 80 mila produttori di rifiuto a quello dei materiali per l’edilizia ottenuti dal trattamento industriale delle scorie generate dalla termovalorizzazione dei rifiuti solidi urbani, la Matrix Family di Officina dell’ambiente.

Nel panel “La nuova occupazione: ruoli e professioni” si parlerà di green job, considerati il settore più dinamico del mondo del lavoro. Nell’Ue i green job sono aumentati in 15 anni del 49% rispetto al 6% dell’economia tradizionale. Analogamente, il valore aggiunto lordo dell’economia ambientale nello stesso periodo è passato da 135 a 289 miliardi di euro, con un’incidenza sul Pil del 2,1% rispetto all’1,4% di 15 anni prima. Per l’Italia i green job possono rappresentare una grande opportunità e il ministro Galletti ha annunciato un pacchetto fiscale green che preveda un taglio del cuneo fiscale per i green job.

Il pomeriggio sarà aperto da Luca Mercalli che illustrerà i motivi per cui il mondo deve andare verso l’economia circolare. Si discuterà del passaggio da economia verticale a economia di rete, dove il business di successo si basa su un diverso rapporto tra economia e territorio, su reti di impresa, reti di distribuzione, reti di generazione di energia, reti di marketing e di comunicazione. “Recupero solidale” e promozione dell’educazione alimentare per la prevenzione degli sprechi sono i temi di cui parlerà Andrea Segrè di Last minute market – Fico. Temi rilevanti, se si considera che si stima che la richiesta di materie prime alimentari potebbe aumentare fino al 70% nel 2050 e che, nel contempo, almeno il 60% degli ecosistemi a livello mondiale da cui queste risorse dovrebbero derivare siano in effetti già degradati o sfruttati in maniera eccessiva. Valter Facciotto di Conai parlerà dei risultati di un sistema a rete (tra imprese, Comuni e cittadini): pioniere dell’economia circolare, Conai in 20 anni di attività ha riciclato 50 milioni di tonnellate di imballaggi evitando 40 milioni di tonnellate di Co2. (lp)

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Tag: Economia circolare

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