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Costruire il durante e il dopo di noi: ci prova "Oltre lo sguardo"

A Orbetello il 10 giugno tavola rotonda “Verso un futuro per tutti. Il durante e dopo di noi delle persone con disabilità”. Obiettivo: aprire un confronto permanente tra le istituzioni e le famiglie delle persone con disabilità. Promotrice la onlus Oltre lo sguardo, che nell'occasione lancerà il progetto “Per conto mio”

06 giugno 2017

ROMA - “Verso un futuro per tutti. Il durante e dopo di noi delle persone con disabilità”: è questo il titolo e il tema della tavola rotonda che si terrà sabato 10 giugno a Orbetello, promossa dall’Assessorato alle Politiche Sociali, d’intesa con la Usl Toscana Sud Est, in collaborazione con l’Associazione Oltre lo sguardo onlus di Roma. Obiettivo: aprire un confronto permanente tra le istituzioni e le famiglie delle persone con disabilità.

“Sono una mamma come tante altre, combatto da 27 anni, mai da sola e non permetterò a nessuno di decidere del futuro di mio figlio. Ricordatevi che le famiglie unite sono più forti e mai nulla verrà fatto su di noi senza di noi!”, dichiara Elena Improta, presidente di Oltre lo sguardo, che dal 2006 è impegnata a Roma nello sviluppo di modelli di interventi integrati per le famiglie fragili presenti nel territorio. L’organizzazione romana promuove in particolare idee innovative di assistenza per percorsi protetti di semiresidenzialità e residenzialità per il cosiddetto durante e dopo di noi. Negli ultimi anni l’associazione ha progettato interventi “in rete” proprio con realtà presenti in Maremma. Uno di essi,“Per Conto Mio”, sarà lanciato proprio in occasione della tavola rotonda, rivolgendosi alle tante famiglie del territorio delle Colline dell'Albegna in cerca di un futuro dignitoso per i propri cari.

“Con la mia famiglia abbiamo ristrutturato, nella campagne di Capalbio, una grande casa con giardino e senza barriere architettoniche. Vorremmo aprirla alle persone con disabilità e alle loro famiglie, per costruire insieme delle occasioni di progressiva e serena separazione, che stimolino la reciproca autonomia e che contemporaneamente diano risposta alle esigenze crescenti di inserimento e integrazione nel proprio contesto socio culturale”, spiega Improta.

La tavola rotonda si propone proprio di cogliere la realtà territoriale, facendo emergere i bisogni e le aspettative su un tema che sta sempre più diventando un’emergenza. L’obiettivo è l’avvio di un cammino costruttivo verso la costituzione di una Fondazione di partecipazione. “Solo attraverso un confronto diretto e trasparente con i nostri cittadini più fragili – osserva Chiara Piccini, vice sindaco di Orbetello e assessore alle Politiche sociali - riusciremo a superare insieme la solitudine e il baratro che affligge le famiglie nel pensare al futuro dei propri figli con disabilità”.

Durante la mattinata, che prevede diversi interventi sul tema, si discuterà delle nuove possibilità, supportate a livello nazionale, dall’approvazione del disegno di legge nazionale sul Dopo di noi: “tre semplici parole – commenta la deputata Ileana Argentin, promotrice della legge, che sarà presente alla tavola rotonda - per indicare una rivoluzione positiva che non solo permetterà ai disabili di vivere come sono stati abituati anche dopo la scomparsa dei genitori, ma consentirà anche di morire serenamente a chi ha passato la vita a curare e accudire i propri figli. Sì, perché fino ad oggi molti genitori non avevano il 'diritto' neanche di morire – assicura Argentin - non sapendo cosa sarebbe accaduto ai figli dopo la propria scomparsa. Sono felice di partecipare a una tavola rotonda su questa legge, che dobbiamo impegnarci nel far conoscere a tutti per evitare si ripetano casi in cui un genitore, preso dalla disperazione, uccida il figlio disabile e si tolga poi la vita perché non sa chi si occuperà di questi una volta che sarà venuto a mancare. Oggi c’è un’alternativa a un gesto così estremo: un’alternativa valida, un’alternativa di vita”.

 

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Tag: Disabilità, Dopo di noi

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