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Geniali, replicabili e low cost: gli ausili che cambiano il mondo dei disabili

Sul numero di giugno del mensile SuperAbile Inail i maker digitali a servizio della disabilità. Che in molti casi sono loro stessi persone disabili, desiderose di mettere la propria esperienza a servizio di tutti. E poi un’intervista al campione paralimpico Oney Tapia, reduce dal successo di “Ballando con le stelle”. Che ha detto: “Non cambierei la mia esistenza di adesso con quella di prima”

07 giugno 2017

- ROMA - Ausili creativi: quando il protagonista è una persona disabile. È dedicata ai maker digitali l’inchiesta centrale del numero di giugno del magazine SuperAbile Inail, la rivista cartacea dell’Inail sui temi della disabilità, consultabile anche online. Sono tante le esperienze raccolte dalla giornalista Michela Trigari in un articolato dossier, che spazia dall’artigianato tecnologico per bisogni speciali alle fiere nazionali, dalle fablab ai concorsi che premiano le idee replicabili e low cost. È il caso di Maker Faire Rome, i contest #MakeToCare e #TechCare, il concorso “Ausili creativi” dell’Istituto di riabilitazione di Montecatone (sulle colline di Imola, in provincia di Bologna), il premio Cuore digitale, di cui si aspetta l’edizione 2017. “Che le persone disabili, insieme ai loro amici o parenti, si siano sempre arrangiate per facilitarsi la vita non è una novità – si legge nell’articolo –. Quello che e` cambiato in questi ultimi anni e` che l’invenzione fatta dal nonno o dal vicino di casa in garage o in cantina e` diventata sistema: un vero e proprio movimento che mobilita un piccolo esercito di progettisti professionisti, oltre i semplici appassionati. Tanto da attirare l’attenzione di associazioni, fondazioni, centri di riabilitazione, aziende e manifestazioni. Non una moda passeggera, ma una rete informale in continua crescita. Dietro un’invenzione, però, c’è sempre un bisogno, una persona, una storia: singola o collettiva che sia, non ha importanza”.

Sempre sul numero di giugno è possibile leggere un’intervista all’atleta paralimpico Oney Tapia, vincitore della dodicesima edizione della trasmissione televisiva “Ballando con le stelle”. Italo-cubano, classe 1976, ex giocatore di baseball, Oney è giunto in Italia nel 2002 per diventare lanciatore nell’Old Rags Lodi.  È diventato cieco in seguito a un infortunio sul lavoro nel 2011, quando un tronco gli è caduto addosso durante la potatura. Tornato presto in campo come giocatore di goalball e torball, nel 2013 si è avvicinato al mondo dell’atletica leggera paralimpica, vincendo tre anni dopo una medaglia d’argento a Rio 2016. SuperAbile Inail lo ha raggiunto alcuni giorni dopo la fine del programma, una volta tornato sulle piste di atletica per prepararsi per i Mondiali di luglio, che si terranno a Londra. “Non cambierei la mia esistenza di adesso con quella di prima”, ha detto alla giornalista Sara Mannocci che lo ha intervistato.

Tra i servizi presenti nelle pagine successive un articolo sulla prima squadra di hanbiker siciliani, nata 4 anni fa a Palermo. A promuoverla sono stati alcuni infortunati sul lavoro, che hanno fondato l’associazione “Il vento in faccia”. “Mi sono accorto che a Palermo mancava una realtà che aiutasse a esercitare questo sport e così, nel 2013, ho pensato di costituire l’associazione “Il vento in faccia” – racconta Salvo Campanella, 43 anni di età e in carrozzina da 5 per via di una caduta nel vuoto durante il lavoro –. Il nome nasce proprio dalla prima sensazione di cui ho sentito la mancanza quando ero in ospedale. Subito ho partecipato alla maratona in carrozzina della mia città. E anche quest’anno, esattamente lo scorso 14 maggio, l’associazione ha preso parte alla sesta maratona in carrozzina di Palermo”.

Infine tanti libri, film, opere d’arte alla voce cultura. In particolare un’intervista all’illustratore argentino Gusti (all’anagrafe Gustavo Rosemffet), che ha raccontato in un volume la sua avventura di padre di un bambino con sindrome di Down ed è stato ospite nelle scorse settimane alla Fiera del libro per ragazzi di Bologna. Ma anche la storia del pittore Lorenzo Ludi, nato 29 anni fa a La Spezia e segnato da una disabilità causata da asfissia durante il parto. (ap)

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