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Disabilità, ausili fai-da-te: cresce il "movimento" degli inventori

DOSSIER. Soluzioni create da persone disabili, artigianato digitale, fiere e concorsi che premiano idee: una rete che cresce quella dei progettisti. La storia di Slobodan Miletic e del suo "Reed”, tutore che stabilizza le dita di una persona tetraplegica

08 giugno 2017

ROMA - Storie di ausili e creatività. Ovvero soluzioni semplici e fai-da-te spesso pensate o realizzate dalle stesse persone disabili. Oppure artigianato tecnologico per bisogni speciali, con start-up, fablab (laboratori di autofabbricazione informatica collaborativa e condivisa) e sviluppatori a vocazione sempre più solidale. E poi: fiere di settore e concorsi nazionali che premiano le idee prodotte con poco, meglio ancora se a -basso costo e a chilometro zero. Come per esempio Maker Faire Rome (la manifestazione organizzata da Innova, l’incubatore della Camera di commercio di Roma per l’innovazione), i contest #MakeToCare e #TechCare indetti dal gruppo farmaceutico Sanofi, il concorso Ausili creativi dell’Istituto di riabilitazione di Montecatone (sulle colline di Imola, in provincia di Bologna), il premio Cuore digitale: tutte iniziative di cui si aspetta l’edizione 2017. "In questi ultimi anni l’invenzione fatta dal nonno o dal vicino di casa in garage o in cantina è diventata sistema: un vero e proprio movimento che mobilita un piccolo esercito di progettisti professionisti, oltre semplici appassionati. Tanto da attirare l’attenzione di associazioni, fondazioni, centri di riabilitazione, aziende e manifestazioni".

Dietro ogni invenzione ci sono bisogni e persone. E proprio dentro queste storie (che pubblichiamo a puntate, a partire da oggi) si muove il dossier “Invenzioni povere per un mondo ricco di idee”, pubblicata nel numero di giugno del magazine Superabile Inail, realizzato da Michela Trigari.

La storia di Slobodan Miletic, classe 1985, appassionato di sport, motori e informatica, è una di quelle raccolte e raccontate.  “Lavoravo come programmatore al ministero delle Finanze della Bosnia Erzegovina fino a quando, nell’agosto del 2012, un incidente stradale mi ha costretto a rivoluzionare la vita che avevo vissuto fino a quel momento”. È venuto a vivere in Italia, vicino a Modena, per motivi di cura, e ora ha fondato Rehabventure, “una piattaforma online, operativa tra agosto e settembre prossimi, che si prefigge di connettere tutto il sistema riabilitativo – pazienti, medici, centri e strutture ospedaliere – così da offrire i servizi necessari a massimizzare l’efficacia delle cure e il potenziale di recupero per paralisi e malattie neurologiche”, racconta.

L’anno scorso ha deciso di partecipare al concorso Ausili creativi, organizzato da Ospedale di riabilitazione di Montecatone, Fondazione Montecatone onlus, Associazione paraplegici e medullolesi Emilia-Romagna e Vignola (Apre), Centro regionale ausili “Corte Roncati” di Bologna, cooperative sociali Axia e Anna Guglielmi – un contest, ormai alla terza edizione, nato per dare spazio a soluzioni nuove, semplici ed economiche, ideate da persone con disabilità per soddisfare le proprie esigenze quotidiane o anche quelle degli altri –, e l’ha vinto.

Il suo “Reed”, un tutore di plastica in grado di stabilizzare le dita di una persona tetraplegica mentre utilizza il computer, lo smartphone, il tablet e le altre apparecchiature che funzionano con il touchscreen, è arrivato primo. ”L’ho pensato per me e lo uso ogni giorno”, dice, ma, essendo facile da realizzare, tutti possono costruirlo: basta “mischiare della plastica polimorfa termo-modellabile (si acquista su eBay o Amazon) con dell’acqua bollente, stenderla, arrotolarla intorno al proprio dito per darle la forma desiderata e metterla a solidificare”.

Ma Miletic non è il solo: sui due gradini più bassi del podio di Ausili creativi 2016, infatti, sono saliti anche Emiliano Valente, 26 anni, terapista occupazionale, con la sua cinta per il galleggiamento (un’idea sviluppata durante la tesi di laurea e poi adottata nella piscina di Torre de’ Passeri, in provincia di Pescara, dove lavora con le persone disabili), e Giuseppe D’angelo, ascolano, con il supporto di legno per carte da gioco realizzato per la figlia 25enne tetraplegica. Lui, infatti, è uno di quei papà inventori con una buona manualità che cerca di facilitare la vita alla persona a cui vuole più bene: sue sono anche le cinture di sicurezza per carrozzina e wc e la consolle integrata per il pc.

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