:::

Inserisci le tue credenziali per accedere ai servizi per gli abbonati

   
Ricordami

Password dimenticata?

Oppure scopri come abbonarti »

Stampa Stampa

G7 Ambiente, 12 città metropolitane firmano la "Carta di Bologna"

Dai rifiuti alla qualità dell’aria e delle acque, alla mobilità sostenibile, sono 8 i macro obiettivi individuati dal documento che dovranno essere inseriti nelle agende metropolitane per lo sviluppo sostenibile. Nelle Città metropolitane si concentra il 36,4% della popolazione

08 giugno 2017

- BOLOGNA – In occasione del G7 Ambiente, a Bologna l’11 e 12 giugno prossimi, le città metropolitane diventano le vere protagoniste della tutela dell’ambiente e della promozione di uno sviluppo sostenibile con la sottoscrizione della Carta di Bologna per l’Ambiente: il primo protocollo di questo genere, a livello nazionale, in ambito ambientale. Dai rifiuti alla qualità dell’aria e delle acque, dalla transizione energetica alla mobilità sostenibile, sono 8 i macro obiettivi individuati dalla Carta di Bologna per l’Ambiente da inserire nelle agende metropolitane per lo sviluppo sostenibile. Promossa dalla Città metropolitana di Bologna, la Carta è stata sottoscritta alla Rocchetta Mattei (Grizzana Morandi - Bologna) dalle Città metropolitane di Bologna, Milano, Torino, Firenze, Catania (presenti) e Roma, Bari, Cagliari, Napoli, Reggio Calabria, Genova e Palermo (che hanno inviato la propria adesione formale non potendo intervenire), alla presenza del Ministro dell’Ambiente, Gian Luca Galletti, e del Presidente della Regione Emilia-Romagna, Stefano Bonaccini. Il protocollo identifica gli obiettivi da raggiungere nei prossimi anni, in linea con l’Agenda Onu 2030, ed è il primo passo strutturato e concreto delle Città metropolitane sul fronte della sostenibilità ambientale. Le grandi città sono, infatti, ‘laboratori naturali’ per individuare soluzioni alle principali sfide globali, per sperimentare e implementare soluzioni innovative di sviluppo sostenibile, con ricadute positive non solo sull’ambiente ma anche nella dimensione economica, sociale ed istituzionale. 

“Noi sindaci riteniamo che le città e le comunità locali possano davvero essere il motore fondamentale della transizione ecologica, che avrà importanti ricadute anche sullo sviluppo economico del Paese – dichiara Virginio Merola, sindaco della Città metropolitana di Bologna e promotore della Carta di Bologna – Per questo intendiamo assumerci tutto l’impegno e la responsabilità che sono necessari e siamo pronti a misurare in modo trasparente, attraverso la definizione di obiettivi quantitativi e temporali, il nostro progresso verso il conseguimento dei traguardi degli Obiettivi per lo sviluppo sostenibile (SDGs). Ci auguriamo che il Governo elabori un’Agenda urbana nazionale, garantendo alle città le risorse economiche e lo scenario normativo adeguato a tradurre i propositi in azioni concrete”. Le 14 Città metropolitane italiane concentrano il 36,4% della popolazione nazionale (22,1 milioni di persone) e rappresentano il principale asset economico dove viene prodotto oltre il 40% del valore aggiunto nazionale (circa 600 miliardi di euro nel 2014) grazie a 1,8 milioni di aziende che occupano 7,9 milioni di persone (circa il 35% del totale degli occupati). Inoltre, vi si genera circa il 30% delle esportazioni italiane, per un valore di 112 miliardi di euro. Vi hanno sede 55 università (oltre la metà nazionale), tutti i Politecnici italiani, oltre 2.000 start-up innovative (il 47% del totale nazionale) e 17 incubatori di impresa certificati (oltre la metà dei 31 presenti sul territorio nazionale). Tra il 2009 e il 2011 è stato originato nelle Citta' metropolitane circa il 35% dei brevetti italiani registrati all’European Patent Office (EPO). Le aree metropolitane, infine, sono dei veri e proprio hub logistici – e snodi strategici – sia per i flussi di persone sia per le merci (60% complessivo sul totale nazionale). (Fonte The European House Ambrosetti/ANCI - Le citta' metropolitane catalizzatore dello sviluppo, 2016).

Le reazioni dei sindaci. L’accordo fissa gli stessi obiettivi di qualità per le 12 Città metropolitane. Uno “strumento formidabile – l’ha definito il sindaco della Capitale Virginia Raggi nel video mostrato alla Rocchetta Mattei – Roma è in linea con i contenuti di questa carta. È una sfida che dobbiamo vincere tutti insieme. Roma c’è”. Presente alla firma una rappresentante della Città metropolitana di Torino (altra metropoli amministrata dal Movimento 5 stelle) mentre anche il sindaco di Milano, Giuseppe Sala, e quello di Bari, Antonio Decaro, hanno inviato un messaggio video. “È nelle grandi aree metropolitane che si creano i problemi, ma si trovano anche le soluzioni”, ha detto il primo cittadino di Firenze, Dario Nardella. “Non possiamo aspettare l’ennesimo Governo che ci proponga un piano strategico, non possiamo perdere altro tempo”. Un messaggio a rifondare le politiche ambientali ‘dal basso’ partito un po’ da tutti i sindaci accorsi sull’appennino bolognese. A cominciare da quello di Catania, Enzo Bianco. Che invoca un “cambiamento radicale” proprio a partire dai Comuni. “Noi ci stiamo a spingere sull’acceleratore”, fa sapere. “C’è una reazione molto forte alla scelta di Trump e da questa reazione forse possiamo fare nascere delle cose positive”. Per Decaro, presidente nazionale Anci, quella di uno sviluppo più sostenibile “è una sfida alla quale non ci vogliamo sottrarre. È come se questa carta la firmassero tutti gli 8.000 sindaci di questo Paese”.

Ma non sono mancate le note critiche, come quelle arrivate dalla vicesindaco metropolitana Milano, Arianna Censi. “In un Paese conservatore le Città metropolitane sono una istituzione difficile da realizzare. Tra alcuni giorni alcune potrebbero chiudere – fa presente – perché non riescono a fare i bilanci. In questo momento occorre fare un investimento sulle Città metropolitane”. A raccogliere il messaggio c’era il ministro dell’Ambiente Gian Luca Galletti che ha annunciato altri 20-25 milioni di euro per sostenere le scelte di mobilità virtuose dei Comuni. Per il padrone di casa, Virginio Merola, “è importante che la Carta sia stata condivisa, perché ci siamo presi impegni concreti e misurabili negli anni”. “A noi – assicura il presidente Anci dell’Emilia-Romagna Daniele Manca – non fa paura la posizione di Trump perché andiamo a un grande investimento sulla sostenibilità”.(Dire)

© Copyright Redattore Sociale

Tag: Ambiente

Stampa Stampa