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Toscana, 17 centri per disabili chiedono un rialzo delle tariffe

Secondo il Coordinamento dei centri di riabilitazione, il rischio è un drastico ridimensionamento delle attività nella cura di circa 2mila persone con disabilità. "Le tariffe delle rette ferme sono ferme a quasi dieci anni fa". La replica di Saccardi: "Nessuna disattenzione"

09 giugno 2017

FIRENZE – Diciassette centri di riabilitazione toscani per disabili rischiano il ridimensionamento delle loro attività a causa delle tariffe delle rette bloccate. E’ quanto denuncia il Coordinamento dei centri di riabilitazione toscani. Queste tariffe, spiegano i centri, sono bloccate al 2010 ma nel frattempo il costo della vita è aumentato, oltre all’inflazione e alla gravità dell'utenza che le Asl inviano ai centri. Il risultato, dicono i centri, è che queste strutture, che da sole seguono oltre 2mila disabili nei servizi residenziali e diurni e svolgono oltre 40mila prestazioni ambulatoriali all'anno, rischiano il collasso. Ecco perché questi 17 centri hanno presentato un documento nel quale si chiede l'immediato rialzo delle tariffe (almeno del 4 per cento) ed un incontro urgente con le autorità regionali. Tutto questo per scongiurare il rischio di una crisi dell'intero comparto riabilitativo toscano: una crisi che coinvolgerebbe gli oltre 2mila disabili assistiti, le loro famiglie e almeno 2500 lavoratori del settore, fra dipendenti diretti ed indiretti. 

- L'aumento dei costi si lega a diversi fattori. Innanzitutto è dovuto all'aumentata gravità dei casi che le Asl inviano ai centri: sono sempre maggiori e più complessi i casi di autismo, ad esempio, e quelli di doppia diagnosi (grave deficit cognitivo e problemi di salute mentali). Ma all'aumento dei costi concorrono anche gli adempimenti organizzativi e strutturali richiesti dalle nuove normative di accreditamento regionale dei servizi sanitari e socio-sanitari. Tutto questo ha come risultato che i centri, specialmente quelli più piccoli, siano sull'orlo del collasso, mettendo in forse la continuità del servizio svolto e la regolare remunerazione del personale dipendente.

La replica arriva dall’assessore alla sanità Stefania Saccardi, che spiega: “Non c’è nessuna penalizzazione o scarsa attenzione nei confronti di questi centri” visto che “in questi anni la Regione non ha fatto incrementi tariffari in nessun settore dell'assistenza sanitaria e sociosanitaria”. 

"Nessuna penalizzazione o scarsa attenzione da parte della Regione nei confronti dello specifico settore dell'assistenza ai disabili neuropsichici. In questi anni Regione Toscana non ha fatto incrementi tariffari in nessun settore dell'assistenza sanitaria e sociosanitaria. Le trattative con la Regione sono ancora in corso, ma l'assessorato non può permettersi di assecondare istanze particolaristiche, se non inquadrate nell'ambito di un serio e rigoroso miglioramento. Peraltro i centri di riabilitazione della Toscana hanno avuto dal 2008 un inquadramento anche economico differenziato rispetto ad analoghe strutture assistenziali per disabili neuropsichici, beneficiando per questo negli anni passati anche di differenti incrementi tariffari". L'assessore al diritto alla salute e al sociale Stefania Saccardi risponde ai centri di riabilitazione che stamani nel corso di una conferenza stampa hanno prospettato il rischio di un drastico ridimensionamento dei servizi alla disabilità, e in qualche caso anche di chiusura delle strutture, se non verranno aggiornate le tariffe riconosciute dalla Regione ai centri.

"In questi mesi - chiarisce l'assessore nella sua replica - sono sopraggiunti provvedimenti normativi nazionali, e nello specifico i nuovi LEA (Livelli essenziali di assistenza), che hanno imposto l'esigenza di dare applicazione a previsioni non completamente coerenti con l'attuale assetto autorizzativo e organizzativo regionale, che riguardano in particolare soprattutto il settore dell'assistenza residenziale e semiresidenziale per le disabilità neuropsichiche".

"Regione Toscana - sottolinea - ha riservato sempre un'attenzione particolare alla condivisione dei percorsi di presa in carico da parte dei Centri di riabilitazione anche per trovare risposte innovative. Da questo punto di vista, ai Centri di riabilitazione è s

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Tag: Toscana, Disabilità

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