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Social impact bond: così le fondazioni garantiscono il reinserimento dei detenuti

Parte dal carcere Lorusso e Cutugno di Torino un progetto che potrebbe rivoluzionare i rapporti tra stato e privato sociale: prevede che la pubblica amministrazione rimborsi il capitale investito dai privati su progetti di reinserimento, qualora questi ultimi abbiano successo

13 giugno 2017

TORINO - Una nuova forma di quella partnership tra pubblico e privato che ha permesso al welfare italiano di sopravvivere. Accade a Torino, nel carcere Lorusso e Cutugno, che a partire da oggi farà da apripista per un’iniziativa che mira a estendersi all’intero territorio nazionale; e che potrebbe finire per ridisegnare l’architettura stessa dei rapporti tra lo Stato e il terzo settore. Si chiama “Social impact bond” ed è un accordo attraverso il quale il settore pubblico raccoglie investimenti per poter pagare i soggetti che gli forniscono prestazioni di welfare: il rimborso del capitale investito viene dunque legato al raggiungimento di un certo obiettivo sociale  - di qui la definizione di intervento “pay for success” -  che si traduce nella riduzione di un costo per la collettività. 

A portare in Italia questa modalità d’intervento - già utilizzata con successo in America e Regno Unito- saranno la fondazione Sviluppo e Crescita di Crt e la Human foundation presieduta dall’ex ministro Giovanna Melandri: l’obiettivo, in questo caso, riguarda il reinserimento dei detenuti e l’eliminazione di una recidiva che in Italia, secondo stime recenti, finirebbe per riportare in carcere fino a 7 carcerati su 10. 

“In sostanza - spiega il direttore di Human foundation, Federico Mento -  un certo numero di detenuti saranno inseriti in un percorso fortemente individualizzato e mirato a un effettivo reintegro nella società. A verificare i progressi e il raggiungimento degli obiettivi sarà un valutatore indipendente: qualora quest’ultimo esprima parere positivo, la pubblica amministrazione ripagherà gli investitori privati che, di fatto, avranno anticipato il finanziamento per testare l’efficacia del progetto, riducendo per lo Stato il rischio d’investimento e il dispendio dei contributi fiscali dei cittadini”. Secondo Mento, per lo Stato e la collettività tutto ciò dovrebbe tradursi “in un risparmio rispetto ai costi sia diretti che indiretti”. “Un detenuto che non rientri nel circuito carcerario - continua il Direttore - comporta, ad esempio, un minor numero di pasti da erogare, una riduzione delle spese necessarie a garantire le misure di sicurezza nell’istituto, oltre all’eliminazione dei costi sociali legati al tasso di criminalità. Laddove venga impiegato stabilmente, inoltre, ciò si tradurrà in un maggior gettito fiscale per il paese”. 

Secondo Mento, Human foundation e Crt stimano di poter attivare interventi “per un valore compreso tra uno e due milioni di euro”: tra i primi investitori potrebbe esserci Unicredit, i cui vertici ieri erano presenti all’inaugurazione dell’iniziativa, alla quale ha preso parte anche il ministro della Giustizia, Andrea Orlando. “Il progetto pilota che parte da Torino - ha dichiarato Orlando - è quanto mai significativo non solo per l’Italia, ma per l’Europa intera, dal momento che apre a una sinergia pubblico-privato innovativa ed estendibile ad altri campi del welfare”.  

Ogni percorso di reinserimento sarà fortemente individualizzato, e verrà dunque disegnato sulle esigenze di ciascun beneficiario: tra le direttrici su cui ci si muoverà, oltre alla formazione e all’inserimento lavorativo, ci saranno interventi di counseling e di mediazione familiare, l’individuazione di alloggi per poter fruire delle misure alternative alla detenzione e  una serie di momenti ludico-ricreativi e di socializzazione, “fondamentali per il benessere della persona”, sottolinea Mento. Di ogni progetto si farà garante Human Foundation, che negli scorsi mesi ha commissionato ai propri analisti uno studio di fattibilità, prendendo in esame una serie di buone pratiche di reinserimento relative non soltanto al territorio italiano, ma anche a progetti “pay by result” avviati nel penitenziario inglese di Petersborough e nella sezione minorile del famigerato carcere newyorkese di Rikers island. (ams) 

© Copyright Redattore Sociale

Tag: carcere

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