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Detenuti al lavoro per riaprire i sentieri del parco dopo la tragedia di Rigopiano

Terminata la fase formativa, da lunedì la squadra sarà all’opera sul territorio di Farindola colpito dall’eccezionale ondata di maltempo dell’inverno scorso. Al centro del progetto, un protocollo d’intesa tra ministero della Giustizia, ente parco e comune

15 giugno 2017

- FARINDOLA (PE) – Farindola riparte dalla solidarietà e dopo la tragedia di Rigopiano e l’eccezionale ondata di maltempo che nello scorso inverno ha danneggiato alcuni tra i più importanti sentieri del parco, si dà una seconda opportunità. Un’occasione che parte dal territorio comunale, abbraccia l’area naturalistica del parco Gran Sasso-Laga e arriva fino al mare, con un protocollo d’intesa sottoscritto da ministero della Giustizia, provveditorato dell’Amministrazione penitenziaria per il Lazio, l’Abruzzo e il Molise, Ente parco e Comune. Al centro del progetto, il lavoro di 8 detenuti del carcere di Pescara che contribuiranno a recuperare e a far riaprire ai turisti i più importanti sentieri naturalistici del territorio.

Impegnati in questi giorni in un corso formativo che li sta preparando professionalmente al lavoro che si apprestano a fare, da lunedì 19 giugno e fino al 30 luglio raggiungeranno la località montana per il recupero delle risorse naturalistiche. Ogni giorno, dal lunedì al venerdì, a settimane alterne, la squadra raggiungerà Farindola da Pescara con un mezzo dell’amministrazione penitenziaria condotto dalla polizia penitenziaria a cui è affidato anche il compito di vigilanza durante l’attività lavorativa esterna. L’Ente parco fornirà le attrezzature di lavoro necessarie, impegnerà “le risorse umane competenti a guidare il lavoro dei detenuti e a indicare i lavori necessari” e regolarizzerà i detenuti impegnati nelle opere di pubblica utilità dal punto di vista assicurativo. Mentre il Comune di Farindola favorirà la realizzazione degli interventi e fornirà ad ogni detenuto un pasto giornaliero che sarà preparato dall’associazione nazionale Alpini, gruppo locale. L’ente parco indicherà, inoltre, i referenti dell’intervento che avranno l’obbligo di impartire le direttive e verificare il buon andamento del progetto, risolvendo eventuali problemi di carattere logistico e operativo.

Soddisfazione per la realizzazione del progetto è espressa dal sottosegretario di Stato al ministero della Giustizia, Federica Chiavaroli per una “iniziativa complessa che è riuscita a mettere insieme tante istituzioni ‘solide’ a livello amministrativo e burocratico: dall’ente parco, all’amministrazione penitenziaria. E’ questa una seconda opportunità per tutti: per Farindola, per i suoi sentieri, per i detenuti, addirittura per il legno che sarà rigenerato e utilizzato per le staccionate. Un progetto di giustizia riparativa che vedrà coinvolti 8 detenuti con un impegno quotidiano e gratuito e che, grazie al protocollo, al personale del carcere e alla polizia penitenziaria che li accompagna, potranno contribuire alla rinascita di questa comunità. Ringrazio Area Legno s.r.l. per aver detto subito ‘si’ alla nostra richiesta. Questa iniziativa può essere un esempio di collaborazione istituzionale replicabile soprattutto nel settore della giustizia riparativa: un settore che fa fatica a decollare proprio perché realizzare progetti di questo tipo vuol dire mettere in gioco più istituzioni e più interessi”.

“Non posso che essere grato a questa cordata di solidarietà – aveva detto il sindaco di Farindola, Ilario Lacchetta, nel corso della firma del protocollo -, perché questo territorio in questo momento ha bisogno di rinascere e ricominciare a vivere". Soddisfazione anche da Tommaso Navarra, presidente Ente parco nazionale del Gran Sasso e Monti della Laga, secondo cui “la motivazione, lo stimolo del sottosegretario e del sindaco e l’amore per questo territorio hanno consentito una larga intesa istituzionale che deve costituire uno stimolo a perseverare in questa direzione”, mentre Cinzia Calandrino, provveditore dell’Amministrazione penitenziaria per il Lazio, l’Abruzzo e il Molise ricorda come di fronte alle calamità che hanno colpito il centro Italia le azioni di ricostruzione e ripresa dei territori non siano mancate: “Ho avuto modo di inaugurare un progetto di giustizia solidale del carcere di Rieti per Amatrice e sono orgogliosa e grata al carcere di Pescara di poter fare altrettanto qui a Farindola per l’Abruzzo”.

Coinvolto nel progetto anche Area Legno, un’impresa nel settore delle costruzioni in legno della provincia di Pescara che ha offerto subito la propria disponibilità “perché si tratta di un progetto che è giusto sostenere e che ha un oggettivo valore positivo per questi luoghi e per i detenuti”, mentre Franco Pettinelli, direttore della Casa Circondariale di Pescara, ha sottolineato come questi progetti siano importanti per la funzione rieducativa della pena, sancita dalla Costituzione: “Credo – ha detto il direttore - che questi progetti siano tra i più significativi dal punto di vista della rieducazione e che davvero possano contribuire a far crescere nei detenuti una coscienza civica e solidaristica che potrà guidarli una volta tornati in società”. (Teresa Valiani)

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Tag: terremoto, carcere

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