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Salute, a Prato giornata multietnica sulla donazione del sangue

Appuntamento domani al Centro per l'arte contemporanea Luigi Pecci. L’assessore Saccardi: “La solidarietà non ha confini, non conosce confini geografici né religiosi”

16 giugno 2017

- FIRENZE - Torna a Prato, dopo qualche anno, la Giornata regionale della donazione del sangue, che si terrà domani, sabato 17 giugno, dalle 9 alle 13.30, al Centro per l'arte contemporanea Luigi Pecci. La giornata è diventata ormai un evento fisso del sistema sanitario regionale, che oltre a fare il punto sul Sistema trasfusionale, ogni anno focalizza un argomento specifico, affrontandolo in modo analitico. Questa edizione, "Contemporanee frontiere della donazione", organizzata dal Centro Regionale Sangue in collaborazione con tutte le associazioni di donatori della regione, affronta un aspetto estremamente importante e delicato e di non facile trattazione, come la multietnicità nel sistema sangue, plasma, piastrine e cellule staminali.

"La solidarietà non ha confini, non conosce confini geografici né religiosi - dice l'assessore al diritto alla salute Stefania Saccardi, che domani farà l'intervento conclusivo alle 13 - Noi lo vogliamo testimoniare attraverso uno dei gesti più belli: la donazione volontaria, anonima, gratuita e consapevole di sangue e plasma. Un grazie particolare, quindi, oltre a tutti quelli che hanno contribuito all'organizzazione di questa giornata, ai rappresentanti delle associazioni delle donazione che vengono direttamente dai loro Paesi, come Senegal e Marocco, e a tutti gli altri rappresentanti delle numerose comunità presenti in Toscana. Questo vuole essere un preciso segnale di attenzione per le tante persone che vivono in Toscana e che provengono da altri Paesi".

" Lo scopo di questa giornata è quello di riflettere, senza ipocrisie, sui valori e sui principi etici della donazione - chiarisce Simona Carli, direttore del Centro Regionale Sangue - e come questi vengono declinati nelle varie culture e su come la donazione possa essere l'occasione per costruire ponti invece che muri. Per fare questo abbiamo sentito il bisogno di coinvolgere le associazioni della Toscana, i professionisti della Toscana, ma anche professionisti di Paesi dove la migrazione è altrettanto numerosa e associazioni dei Paesi di provenienza dei nostri donatori, per capire modi e tecniche per coinvolgere  queste popolazioni rimuovendo pregiudizi e ostacoli organizzativi".

 

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