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Coro gospel delle detenute di San Vittore, tutto pronto per il debutto

Hanno iniziato a cantare poco più di un anno fa. Ma sono ormai in grado di esibirsi anche insieme a cantanti e musicisti professionisti. "L'idea è quella di educare alla bellezza, alla cooperazione, al buonumore"

19 giugno 2017

MILANO - Hanno iniziato a cantare poco più di un anno fa. Ma sono ormai in grado di esibirsi anche insieme a cantanti e musicisti professionisti. Le dieci donne del coro gospel della sezione femminile del carcere milanese di San Vittore debutteranno -mercoledì 21 giugno, accompagnato dalla cantautrice Ylenia Lucisano e dal chitarrista Renato Caruso. Uno spettacolo per ora riservato a un pubblico selezionato e alla stampa, ma che dimostra già il livello raggiunto dalle coriste. "Le ragazze sono eccezionali – spiega Matteo Magistrali, responsabile artistico del progetto – studiano anche durante la settimana e hanno una velocità d’apprendimento impressionante. L’unico problema è il turn over, nel senso che il trasferimento da San Vittore ad altri istituti è frequente e dunque il nostro compito, oltre a regalare un po’ di serenità alle detenute, è mantenere sempre la stessa buona qualità di esecuzione dei brani nonostante la formazione corale non sia fissa. L’idea è sempre stata quella dell’educazione alla bellezza, alla cooperazione, al buonumore: sono tutti elementi che la piccola comunità del coro garantisce, ma soprattutto dissemina".

Il progetto del coro è stato avviato nel mese di marzo 2016, promosso da Auser Regionale Lombardia in collaborazione con la Camera del Lavoro Metropolitana di Milano e con il supporto di Yamaha Music Europe Branch Italy e di Auser Bergamo. Insieme a Matteo Magistrali, il progetto è curato da Sara Bordoni, giornalista da sempre appassionata di musica e canto, oltre che soprano solista in diversi ensemble musicali. La supervisione per l’aspetto musico-terapeutico è di Marco Bianchi, ingegnere, musico-terapeuta e direttore del coro gospel “Jesus, Love and Blue Sky”. 

"È incredibile che ragazze così giovani abbiano già un passato così pesante sulle spalle – dice Ylenia Lucisano, riferendosi alle detenute con cui canterà – Entrare in carcere non capita tutti i giorni; il bello del mio mestiere è anche potermi mettere a disposizione per un guadagno esperienziale ed emotivo, ciò che vivremo il 21 giugno sarà sicuramente fonte di ispirazione e insegnamento per tutti noi". Sulla stessa lunghezza d'onda anche Renato Caruso: "Sono originario di Crotone, il contesto sociale è complesso e mi è capitato di conoscere persone che hanno provato il carcere, ricordo l’espressione nei loro occhi e in quelli dei loro familiari. Mi aspetto che le ragazze a San Vittore ascoltino con attenzione la nostra musica e che magari nasca in loro una forma di libertà".  (dp)

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