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Cittadinanza. Don Albanesi: "Ragazzi, avete dalla vostra parte la storia"

Lettera aperta del presidente della Comunità di Capodarco ai nati in Italia da genitori stranieri: "Siate pazienti: avete dalla vostra parte la storia. Non chiudervi a riccio, perché sarebbero pericolosi gruppi contrapposti"

17 giugno 2017

CAPODARCO - "Carissime e carissimi ragazze e ragazzi nati in Italia da genitori stranieri, fortunatamente pochi di voi hanno visto la discussione al Senato della Repubblica sulla nuova legge per il riconoscimento della cittadinanza italiana". Si apre così la lettera che don Vinicio Albanesi, presidente della Comunità di Capodarco, indirizza ai ragazzi nati in italia da genitori stranieri. Una riflessione che si inserisce nel dibattito sul ddl relativo al diritto di cittadinanza, approvato già dalla Camera e ora in discussione al Senato

-"Il succo della discussione era se riconoscervi cittadini italiani con i vostri genitori già da cinque anni residenti legalmente in Italia e se voi, venuti in Italia prima dei 12 anni, avete frequentato un ciclo scolastico completo. Oppure se arrivati in Italia tra i 12 e 18 anni, avete abitato in Italia per almeno sei anni e avete superato un ciclo scolastico.
Non vi meravigliate della sceneggiata: siamo un po’ impauriti, ma anche un po’ furbi.
Le nostre maestre vi accettano volentieri così da riempire le classi che, altrimenti scomparirebbero, come vi accettano gli Istituti di scuola media superiore e le Università. Siamo a corto di bambini e voi siete molto numerosi (si parla di un milione): alcuni vorrebbero lasciarvi a bagno maria. Utili per mantenere giovane la popolazione, ma pur sempre mezzi cittadini.
Siate pazienti: avete dalla vostra parte la storia. Domani sarete benedetti perché potrete lavorare e così contribuirete alla ricchezza della nostra Italia, aiutando a pagare tasse e le pensioni ai nostri e ai vostri nonni. Succede sempre così. Voi che avete studiato la storia, sapete bene che gli antichi veneti provenivano dalla Paflagonia (nord della Turchia), gli antichi lombardi erano celti, i piemontesi sono stati invasi dai liguri e addirittura il popolo ligure sembra abbia avuto contatti con popolazioni africane. Celebri i normanni in Sicilia.
Fino a ieri abbiamo abitato in piccoli villaggi dove nascevamo e morivano: accogliervi così numerosi impaurisce. Occorre tempo per abituarsi al villaggio globale. Le migrazioni di oggi sono tutte (o quasi) documentate, ma i popoli si sono sempre mossi e integrati. E’ facile dunque suggerirvi di essere bravi studenti, di integrarvi nella nostra/vostra Italia e di non aver paura. Vi raccomandiamo di non chiudervi a riccio, perché sarebbero pericolosi gruppi contrapposti.
Vi promettiamo di rispettarvi come voi vi impegnate a fare altrettanto. Come sarà il futuro dipende anche da voi; noi non lo sappiamo e, oramai troppo grandi, lo seguiremo dal cielo".

© Copyright Redattore Sociale

Tag: ius soli, cittadinanza

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