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"Agricoltori, solidarietà e sviluppo", un nuovo welfare di comunità

Potenzialità e prospettive offerte dall'agricoltura sociale, dalla cooperazione internazionale e dal walfare di comunità: questi i temi del convegno promosso da ASeS, organizzazione non governativa fondata da CIA- Agricoltori italiani, che si terrà il prossimo 27 giugno a Roma

26 giugno 2017

ROMA - Agricoltura sociale, cooperazione internazionale e 'welfare di comunità': questi i temi che saranno affrontati  martedì 27 giugno, presso l’auditorium “Giuseppe Avolio”,  nel corso della tavola rotonda “Agricoltori, Solidarietà e Sviluppo: un nuovo welfare di comunità”, promossa dall'AseS, organizzazione non governativa di CIA-Agricoltori Italiani, da oltre trent'anni impegnata nel campo della cooperazione internazionale a sostegno delle popolazioni rurali svantaggiate.

Dalla costruzione di strategie per l'integrazione dei migranti, nel segno della legalità,  all'articolazione di percorsi terapeutici per il reinserimento nel mondo del lavoro di soggetti svantaggiati, per fornire competenze professionali, assicurare la produzione di beni di qualità e coltivare relazioni in un ambiente protetto. Nel corso della tavola rotonda si parlerà anche del ruolo della cooperazione internazionale e del 'welfare di comunità' nella promozione di processi di sviluppo sostenibili in Italia e nel Sud del mondo. E delle opportunità fornite dalla multifunzionalità delle aziende agricole per l'attuazione di un modello di sviluppo territoriale e relazionale sostenibile, in grado di dare una possibile risposta ai crescenti bisogni della popolazione sia in termini di alimentazione biologica, legata alle eccellenze del territorio, che di offerta di servizi educativi, socio-sanitari e lavorativi. 

Il convegno, introdotto dalla neo-Presidente di ASeS Cinzia Pagni, coinvolgerà rappresentanti delle istituzioni nazionali, del mondo agricolo e del Terzo settore. Fra questi Andrea Olivero, viceministro delle Politiche Agricole Alimentari e Forestali (MIPAAF), tra i firmatari della legge n.141 del 18 agosto 2015, che ha riconosciuto la pratica dell'agricoltura sociale giuridicamente. Con lui Enzo Cursio, FAO Nobel alliance coordinator e Leonard Mizzi, responsabile sviluppo rurale e sicurezza alimentare DEVCO al Parlamento europeo. E ancora Davide Pati, della presidenza nazionale di Libera, associazione da anni in prima linea per l'uso dei terreni confiscati alle mafie, da trasformare in beni condivisi da destinare a fini sociali. Attesa la partecipazione di Don Franco Monterubbianesi, fondatore della Comunità di Capodarco, da sempre impegnato sul fronte dell'agricoltura sociale. Soprattutto nell'ambito del “Dopo Noi”, per assicurare ad oltre 250.000 disabili italiani che vivono ancora in famiglia l'opportunità di conquistare un'autonomia professionale in grado di garantire loro un futuro dignitoso. Presenti anche Marina Galati, vicepresidente del Coordinamento nazionale comunità di accoglienza e Ilaria Signoriello del Forum Nazionale Agricoltura Sociale. Conclude Secondo Scanavino, Presidente nazionale Cia-Agricoltori Italiani, confederazione che raccoglie oltre 900.000 iscritti fra agricoltori e aziende, che ha recentemente sottoscritto la dichiarazione comune per il raggiungimento degli Obiettivi di sviluppo sostenibile sull'Agenda 2030. 

La tavola rotonda sarà anche un'occasione per l'ASeS – Agricoltori, Solidarietà e Sviluppo di presentare le possibilità prospettate dalla recente introduzione del tema dell'Agricoltura sociale tra le finalità istituzionali della non profit. “Un’importante transizione, che consentirà di affrontare con maggiore efficacia questioni di cui l'organizzazione si è da sempre fatta promotrice. E che coinvolgerà in percorsi di multifunzionalità le aziende agricole della Cia-Agricoltori Italiani, con l'obiettivo di creare un unico grande polo, che interpreti l’agricoltura come forma di riscatto economico e sociale”, ha dichiarato Cinzia Pagni Presidente AseS. 

"Tantissime le aziende associate alla confederazione che già hanno avviato e sperimentato questo nuovo modo di fare agricoltura – ribadisce Cinzia Pagni -  promuovendo l'offerta di servizi assistenziali e occupazionali a vantaggio di disabili, tossicodipendenti, detenuti, migranti, anziani, bambini e di aree fragili (montagne e centri isolati), in collaborazione con le istituzioni pubbliche e con il vasto mondo del Terzo settore". 

Dai progetti di cooperazione in comunità rurali in Paraguay, Mozambico, Costa D'avorio, Senegal e Libano, per portare sostegno a piccoli produttori e a cooperative terapeutiche di giovani marginalizzati e tossicodipendenti, con interventi “da agricoltore ad agricoltore”. Alla valorizzazione delle competenze di migranti e persone svantaggiate in regioni come Veneto, Lombardia, Lazio e Basilicata. Esperienze, dove la terra è diventata uno spazio d'incontro, inclusione e formazione. E dove il lavoro diviene non solo fonte di reddito individuale, ma anche l'elemento fondante di una società più etica, giusta, unita e responsabile. (Loredana Menghi)

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