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Giornata delle persone vedove: “Una povertà dimenticata”

Un tempo protette dal sentire comune, le persone vedove – soprattutto quando si tratta di donne – vivono in una condizione di debolezza nel completo disinteresse della società. Il Forum Famiglie chiede attenzione: “Non possono vivere quasi ai margini della società”

24 giugno 2017

 
ROMA - Si è celebrata ieri la Giornata internazionale delle persone vedove, istituita dall’Onu nel 2011. Nel mondo ci sono almeno 250 milioni di vedovi e tra le donne almeno 115 milioni sopravvivono in condizioni di estrema povertà. In Italia sono circa 5 milioni le persone vedove; le famiglie con capofamiglia vedovo/a sono circa 3,8 milioni, i nuclei familiari con figli sono circa 190mila (3/4 con figli minori).
 
“Un tempo le vedove e gli orfani venivano considerati le persone più deboli e di conseguenza anche le più protette dal comune sentire” commenta Amelia Cucci Tafuro, presidente del Melograno, l'associazione per i diritti civili delle persone vedove che fa parte del Forum delle Associazioni familiari. “Ora invece sono ancora le più deboli ma vivono questa debolezza nel completo disinteresse della società. Tante famiglie, vedove e orfani che non possiamo dimenticare”. “La famiglia rimasta senza uno dei genitori vive quotidianamente questa condizione difficile che però andrebbe condivisa con consapevolezza da tutte le famiglie e dalla società nel suo insieme. Ed invece per l'opinione pubblica, il mondo politico e sociale, la persona vedova e la sua famiglia continuano ad essere un'identità non riconosciuta, quasi ai margini della società”. 
 

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