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Dopo di noi. In Toscana pronti 11,2 milioni: "la persona al centro"

Serviranno, nei prossimi tre anni, per consentire l’autonomia dei disabili rimasti soli. L’idea è quella di non finanziare residenze sanitarie, né di limitarsi a ripartire le risorse sul territorio, ma di prevedere percorsi individuali e mirati. L’assessore Saccardi: “Ceare percorsi specifici e individuali"

27 giugno 2017

FIRENZE - In Toscana pronti 11,2 milioni di euro per finanziare, nei prossimi tre anni, progetti nell’ambito del Dopo di noi, per consentire l’autonomia dei disabili rimasti senza familiari. Oltre 5 milioni arrivano dal Governo, i restanti sono stati aggiunti dall’amministrazione regionale e altrettanti potrebbero arrivare da privati. 

-Parola chiave della Regione è ‘coprogettazione’. L’idea è quella di non finanziare le residenze sanitarie per disabili, né di limitarsi a ripartire le risorse sul territorio, ma di prevedere percorsi individuali e mirati. Spiegano dall’assessorato alle politiche sociali: “Gli interventi verranno costruiti attraverso una sinergia tra le società della Salute/Zone distretto, le associazioni e le fondazioni che si occupano di disabilità. I servizi realizzati dovranno essere flessibili e personalizzabili per rispondere efficacemente alle legittime aspirazioni delle persone con disabilità beneficiarie degli interventi”.

Gli interventi finanziabili, spiegano ancora dall’assessorato, saranno prevalentemente volti alla realizzazione di soluzioni per l'abitare e per l'attivazione di percorsi di accrescimento dell'autonomia e della consapevolezza delle persone con disabilità prive del sostegno familiare”. Più in generale, l’idea è quella di “definire una vera e propria filiera che possano sostenere le persone con disabilità, già nel durante noi, per acquisire, accrescere e consolidare le autonomie e la fiducia, per realizzare, concretamente, l'integrazione sociale e la cittadinanza attiva nella comunità di riferimento”.

Obiettivo prioritario della Regione è proprio quello di “aumentare le soluzioni alloggiative sul modello 'casa' mantenendo quanto di buono già esiste”. Sono comunque già numerose le esperienze attive sul territorio, e uno degli intenti è proprio partire da queste esperienze virtuose per rafforzarle e crearne di nuove. Ancora prematuro capire quante saranno le persone a poter beneficiare delle risorse visto che, spiegano dall’assessorato, “siamo attualmente in fase di deliberazione del percorso, che porterà alla definizione di numerosi progetti sul territorio nei quali saranno messe in campo anche risorse aggiuntive rispetto a quanto già previsto in legge, da parte delle Zone distretto-Società della Salute e privati.

Per quanto riguarda le criticità della nuova norma governativa, secondo l’assessorato al sociale della Toscana sarebbe utile definire gli standard di livelli essenziali di tipo sociale (come scritto nella normativa) in quanto “al pari dei livelli essenziali di assistenza, potrebbero costituire un riferimento certo per la programmazione dei servizi, ridurre la variabilità territoriale e dunque le diseguaglianze”.

“Vogliamo mettere la persona al centro. Preferiamo concentrarci sulle persone, piuttosto che sulle strutture – ha detto l’assessore regionale alle politiche sociali Stefania Saccardi - Attraverso i fondi stanziati, uno dei principali obiettivi è quello di creare percorsi specifici e individuali affinché i disabili possano vivere con maggiore autonomia possibile la propria vita. E laddove possibile, proveremo a individuare percorsi di fuoriuscita dei disabili dalle strutture”.

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Tag: Dopo di noi

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