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Shop talk, il gioco da tavola che libera le emozioni dei bambini malati

A tradurlo e riadattarlo alla realtà dei pazienti italiani ci hanno pensato le psicologhe del Servizio di psicologia ospedaliera pediatrica dell’ospedale pediatrico fiorentino Meyer

27 giugno 2017

- FIRENZE - Si chiama Shop talk ed è un gioco da tavola che serve per aiutare i bambini e gli adolescenti che combattono la malattia, oncologica e cronica, a tirare fuori emozioni e pensieri che, altrimenti, possono restare inespressi. A svilupparlo è stato il National Istitutes of Health/National Cancer Institute. A tradurlo e riadattarlo alla realtà dei pazienti italiani ci hanno pensato le psicologhe del Servizio di psicologia ospedaliera pediatrica del Meyer. Poi, grazie al sostegno della Fondazione Meyer, il gioco, coloratissimo e accattivante, è entrato a far parte della quotidianità dei bambini e degli adolescenti di età compresa tra i sette e i diciotto anni. 

La novità è stata presentata nel corso del congresso in corso da ieri all'Istituto degli Innocenti, il primo in Italia dedicato alla psicologia pediatrica in ambito ospedaliero, organizzato dall'Ospedale pediatrico fiorentino e dal Centro Studi Fondazione Meyer. Shop talk sembra un normale gioco da tavolo. Ci sono caselle, carte da pescare e dadi da lanciare. Ci sono anche dieci negozi: quello dei vestiti, quello del cibo, quello degli animali... Per poter acquistare un oggetto, bisogna rispondere a una domanda. Vince, ovviamente, chi acquista più oggetti e, quindi, chi riesce a parlare di più. I negozi non sono scelti a caso ed ognuno rappresenta l'occasione per esplorare il proprio vissuto: così, parlando di abiti, si arriva a definire come ci vedono gli altri, entrando nella boutique dei gioielli si indaga il rapporto con la realtà circostante, mentre il negozio degli animali serve a parlare dei sentimenti... Rispondere alle domande non è ovviamente un obbligo, ma solo un'opportunità: sta ai pazienti decidere se coglierla o meno.

 

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