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"Fiocco in ospedale": un aiuto per oltre 32 mila neonati e genitori in difficoltà

Presentati a Roma i risultati del progetto di Save the children. L’iniziativa è presente in 7 ospedali italiani: 3 famiglie su 4 aiutate per il sostegno alla genitorialità, 2 su 5 hanno chiesto aiuto materiale. Madia: “Dall’anno prossimo scelta del pediatra già in ospedale”

27 giugno 2017

- ROMA - Più di 20 mila adulti e circa 12.500 bambini aiutati in quattro anni, dal 2012 al 2016. Sono questi i numeri del progetto “Fiocco in ospedale” resi noti oggi a Roma da Save the children: il progetto è nato per dare sostegno alle neomamme e alle famiglie in difficoltà. Ed è presente attualmente nei reparti materno-infantili di 7 grandi ospedali: il Niguarda e Sacco di Milano, il San Camillo e il San Giovanni di Roma, il Cardarelli di Napoli. il Maria Vittoria di Torino e il Policlino di Bari. L’obiettivo è quello di prendersi cura dei bambini fin dai primi giorni di vita, intercettando fin da subito possibili situazioni di disagio economico e sociale, spiega l’organizzazione. Non a caso, tra le famiglie che hanno aderito al progetto 3 su 4 lo hanno fatto per avere sostegno alla gravidanza e alla nascita, 1 su 2 per l’orientamento ai servizi e 2 su 5 per avere aiuto materiale.

Secondo i dati di Save the children, infatti, in un caso su tre si è trattato di donne e genitori che vivono in una situazione di deprivazione economica o che hanno difficoltà nell’accudimento e nella cura dei figli. Una famiglia su 5 aveva una scarsa conoscenza dell’italiano, e questo ostacola òa capacità di accedere ai servizi. In un caso su 10 si sono riscontrati conflitti famialiari.

“Tutelare la salute delle mamme in gravidanza e dei bambini fin dai primissimi anni di vita, garantendo loro il supporto necessario è fondamentale per lo sviluppo psicofisico ed emotivo – sottolinea Raffaela Milano, direttrice dei programmi Italia- Europa di Save the children -. Troppo spesso, però, le mamme in attesa, le neomamme e le famiglie si ritrovano ad affrontare in solitudine un momento di grave vulnerabilità, emotiva e sociale come la gravidanza e la nascita”. Milano auspica inoltre che “a breve si possa arrivare a fare in modo che le mamme possano uscire dall’ospedale già sapendo quale sarà il pediatra di famiglia”. Un obiettivo condiviso con la ministra alla Semplificazione e alla Pubblica amministrazione, Marianna Madia: “ci siamo attivate insieme alla ministra Lorenzin e confido che entro la fine dell’anno si possa chiudere la trattativa, così già dall’anno prossimo il pediatra si potrà scegliere già in ospedale, non dopo che mamma e papà siano già tornati a casa – sottolinea Madia. Per la ministra il progetto “Fiocchi in ospedale” rappresenta un ottimo esempio della buona collaborazione tra pubblico e privato: “la pubblica amministrazione deve essere al servizio dei cittadini” conclude. 

Al convegno era presente anche Rachel Cortes Herrera, deputyHead of Unit disability and inclusion: “con l’inizio della crisi si è acuito il disagio delle famiglie più svantaggiate – ha detto -. Dal 2010 abbiamo visto una situazione di relativo miglioramento, ma le cifre della povertà infantile continuano a rimanere inaccettabili. Oggi quelle più a rischio sono le famiglie numerose, le monoparentali ma anche le famiglie di rifugiati e rom. Per loro bisogna fare ancora molto”. (ec)

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Tag: Famiglia, Save the children, Povertà

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