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Torna il Premio volontario dell'anno: candidature entro il 25 agosto

Quella del 2017 sarà la XXIV edizione del riconoscimento della Focsiv. Come lo scorso anno, tre le categorie premiate: volontariato internazionale, giovane volontario europeo e volontario del Sud. “L'impegno, la passione e il proprio futuro: in queste tre parole si può racchiudere il senso del dedicarsi al volontariato”

29 giugno 2017

ROMA - Impegno e passione, con uno sguardo al futuro. Sono queste le parole chiave del Premio del Volontariato Internazionale Focsiv 2017 che torna anche quest’anno con la XXIV edizione. Come nel 2016, saranno tre le categorie premiate: Volontario internazionale, Giovane volontario europeo e Volontario del Sud, mentre ci sarà tempo fino al 25 agosto per candidarsi. I premi , invece, saranno consegnati il prossimo 2 dicembre, in prossimità della Giornata mondiale del volontariato indetta dalle Nazioni unite per il 5 dicembre. Il Premio ha ricevuto, a oggi, il patrocinio dell’Agenzia nazionale giovani, mentre tra i partner la Fondazione Missio, il Forum nazionale terzo settore, la Cei, l’Organizzazione internazionale per le migrazioni (Oim) e la John Cabot University, a cui si aggiungono gli storici media partner dell’iniziativa, ovvero Famiglia Cristiana, TV2000, Avvenire, Radio vaticana, Redattore sociale e Rete sicomoro. “L'impegno, la passione e il proprio futuro in queste tre parole si può racchiudere il senso del dedicarsi al volontariato – ha sottolineato Gianfranco Cattai, presidente Focsiv –, un modello individuale di responsabilità civile e sociale verso il proprio paese, la propria comunità, ma anche verso la realizzazione di un mondo più giusto, più equo e più sostenibile. È questo che da ventiquattro anni riconosciamo e valorizziamo con il premio”.

- Oltre alla storica categoria del Volontario internazionale, che dal 2013 è aperto a tutti i volontari internazionali e non solo ai soci della Federazione, ci sono anche altre due categorie premiate. La prima è la categoria del Giovane volontario europeo “che valorizza la dimensione giovanile del volontariato - spiegano gli organizzatori - proposta dai vari programmi europei (come il Servizio volontario europeo, Programma Erasmus+,  Servizio civile nazionale italiano all’estero, Service Civique francese, Eu Aid Volunteers e altri) con impegni diversi in contesti di cittadinanza attiva, impegno sociale, inclusione, in Europa e nel mondo”. La categoria introdotta più di recente, invece è Volontario del Sud, premiata per la prima volta proprio lo scorso anno. “Grazie alla candidatura proposta dalle associazioni - aggiungono gli organizzatori -, si rivolge all'impegno dei tanti immigrati che dall'Italia, con progetti di co-sviluppo, si adoperano alla crescita del proprio Paese di origine oppure a quello reso alla propria terra dai cittadini di altri paesi”. Per tutte le categorie, il criterio preferenziale di selezione sarà “l’impegno nell’ambito di interventi tesi a promuovere lo sviluppo umano integrale, secondo lo spirito tracciato dall'Enciclica di Paolo VI, Popolorum Progressio, e riconfermata ed ampliata dalla Laudato Si’”.

“Come già nella scorsa edizione il premio volge il suo sguardo all’importanza del contributo  dei cittadini immigrati a favore dei processi di crescita della società civile e del proprio Paese - spiega Cattai -, grazie soprattutto alla dedizione personale, a volte  anche con molti rischi che li portano, in alcuni casi, ad operare in clandestinità. È proprio in questo loro impegno, passione e costruzione del proprio futuro e di quello del proprio Paese che troviamo il valore profondo del lavoro operato in questi 45 anni di vita della Focsiv: il volontariato come attore primo del processo che consegue i possibili cambiamenti ambientali, sociali, civili dell’Umanità”.

Per candidarsi in una delle categorie basta seguire le indicazioni del Regolamento dal sito dedicato all’iniziativa ed inviare la domanda entro il 25 agosto, allegando dei video brevi di presentazione, realizzati con la propria organizzazione di appartenenza. Nella seconda fase del concorso i video potranno essere votati online.

Tante e diverse le storie di quanti hanno ricevuto il riconoscimento negli anni. “Il premio - si legge sul sito internet dedicato all’iniziativa - rappresenta la storia del volontariato italiano e delle persone che lo compongono, sempre più preparate culturalmente e tecnicamente, ma ancora animate dagli stessi valori e ideali delle prime edizioni”. Negli ultimi anni, inoltre, il premio ha allargato il suo campo d’azione. A partire dalla ventesima edizione, nel 2013, che ha visto la prima apertura del premio al volontariato internazionale non necessariamente socio della Federazione. La ventiduesima edizione, invece, è stata quella che ha visto l’introduzione della categoria Giovane Volontario europeo, aperta a giovani volontari impegnati in programmi europei. A ricevere per la prima volta il nuovo riconoscimento è stata Enrica Giovanna Miceli, laureata in Relazioni Internazionali, che ha trascorso un anno di Servizio Volontario Europeo in India, contribuendo al miglioramento dei servizi offerti dalla Mother & Child Foundation a donne e bambini vulnerabili.

Anche nell’ultima premiazione, quindi nella XXIII edizione del premio, ci sono state delle novità importanti, come l’introduzione della nuova categoria (presente anche quest’anno) del Volontario del Sud, con l’obiettivo di “riconoscere l’importante contributo che i cittadini dei Paesi del Sud danno ai processi di crescita della società civile e del proprio Paese, con notevole dedizione personale, a volte correndo importanti rischi”. A ricevere il premio nella nuova categoria nel 2016 è stato Samuel Murage Kingori, 46 anni e dal 1994 insegnante di Kiswahili: scienze e studi sociali nella scuola elementare Mount Angels di Nyahururu. “Appena assunto come insegnante gli fu assegnato un posto nella parte più remota della Regione di Laikipia - spiegano gli organizzatori del premio -, in una zona molto secca dove le persone vivono di pastorizia in condizioni molto disagiate; dopo 6 anni, fu trasferito a Nyahururu, dove conobbe la realtà dello slum di Maina. Questa esperienza segnò per lui, l’inizio del percorso, successivo, al Saint Martin CSA – Catholic Social Apostolate”. A lui il premio Volontario del Sud per “la valorizzazione delle potenzialità delle comunità nel prendersi cura delle persone più vulnerabili o a rischio di emarginazione, perché in lui vediamo la possibilità di seminare e far nascere piccoli germogli di una nuova cultura della responsabilità verso il bene comune e verso la vita”.

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Tag: cooperazione internazionale, Focsiv, Volontariato

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