:::

Inserisci le tue credenziali per accedere ai servizi per gli abbonati

   
Ricordami

Password dimenticata?

Oppure scopri come abbonarti »

Stampa Stampa

Peace drums, parte da Lampedusa il concerto diffuso per la pace

L’iniziativa musicale inizierà sull’ isola il prossimo 23 settembre al tramonto e altri concerti sulle sponde del Mediterraneo risponderanno in streaming. L’idea nasce da Filippo Sciacca: “Abbiamo visto troppi battiti di cuore fermarsi: sono quelli dei migranti che non ce l’hanno fatta. Con la musica apriamo al dialogo”

28 giugno 2017

- ROMA - Il battito del cuore diventa palpito di pace attraverso il mare, il ritmo della musica e di migliaia di tamburi che si rispondono da costa a costa. Si chiama “PeaceDrums” il concerto diffuso sul Mar Mediterraneo, che si svolgerà il prossimo 23 settembre. L’idea nasce da Filippo Sciacca, esperto di marketing sostenibile: “Abbiamo visto troppi battiti di cuore fermarsi: sono quelli dei migranti che non ce l’hanno fatta, per questo con Giusi Nicolini abbiamo deciso di dar vita a questa iniziativa. L’obiettivo è dare vita a un atto di contaminazione per la pace e di dialogo attraverso la musica– spiega -. Per questo chiediamo contributi da tutti in forma di video e audio”.

Il concerto inizierà a Lampedusa al tramonto e altri concerti sulle sponde del Mediterraneo risponderanno in streaming con impatto globale attraverso piattaforme social, live streaming, Facebook. Alle 22 della sera si svolgerà anche un flash mob. PeaceDrums è organizzato in collaborazione con Emma e Festival delle Generazioni. Per finanziare l’evento verrà realizzata una  raccolta fondi che servirà ad acquistare strumenti musicali per l’Istituto omnicomprensivo Luigi Pirandello e per il conservatorio di Damasco.PeaceDrums è supportato da un gruppo di professionisti che si sono uniti al progetto con passione ed entusiasmo: Gabriele Bruccoleri, Francesca Tassone, Agnese Cattoretti, Maria Ardizzone, Maso Notarianni e la ex sindaca di Lampedusa Giusi Nicolini.

Il progetto è aperto: chiunque può partecipare come singolo, gruppo musicale o associazione.  Tra le organizzazioni che sostengono l’iniziativa ci sono Oxfam, Emergency, Arci e Sos Mediterranèe. L’iniziativa è stata presentata oggi al Conservatorio Santa Cecilia di Roma. “La musica è uno dei modi migliori per non fare la guerra – sottolinea Roberto Giuliani, direttore del Conservatorio -. Qui abbiamo studenti che provengono da 53 nazioni, la contaminazione è già uno strumento di pace”. 

© Copyright Redattore Sociale

Stampa Stampa