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Siccità, no alla chiusura dei nasoni: “unica risorsa per chi vive in strada”

il piano prevede la chiusura di 30 fontanelle al giorno, da lunedì; 85 rimarranno attive. Ercoli ( Medicina Solidale): “Chiusura darebbe un altro duro colpo a chi vive ai margini della nostra città”

29 giugno 2017

ROMA - Le fontanelle di Roma, denominate comunemente “nasoni”, aiutano chi vive in strada e in condizioni già difficili, la loro chiusura “darebbe un altro duro colpo a chi vive ai margini della nostra città”. Lucia Ercoli, presidente di Medicina Solidale, associazione di volontariato che a Roma, tramite il Papa e l’Elemosiniere del Vaticano, si prende cura dei poveri e dei senzatetto della capitale, si dice contraria alla possibilità della chiusura, misura di contrasto alla siccità che ha colpito anche la capitale. “Rappresentano spesso l’unica possibilità per chi vive in strada di dissetarsi e di potere accudire la propria persona. – ricorda - Inoltre l’acqua delle fontanelle di Roma serve per dissetare e sostenere nelle attività quotidiane anche le persone che vivono nei campi rom, ma anche nelle numerose occupazioni. La chiusura dei nasoni darebbe un altro duro colpo a chi vive ai margini della nostra città”.

Per contrastare gli effetti della siccità in corso nella capitale Acea ha comunicato una chiusura temporanea delle fontanelle. Ottantacinque resteranno escluse dal piano, che prevede la chiusura di 30 “nasoni” al giorno, da lunedì fino a quanto necessario, e la parallela opera di riparazione della rete esistente. Ogni 2 o 3 giorni, spiega l’azienda, sarà effettuato un controllo dei benefici della chiusura dei nasoni e delle riparazioni effettuate, in modo da valutare le successive eventuali chiusure o riaperture delle fontanelle. 

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