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La lingua dei segni all'ufficio postale: primo servizio di consulenza per i sordi

A Bertesinella, nella periferia di Vicenza, viene offerto per la prima volta in Italia il servizio di consulenza per non udenti, grazie alla disponibilità della dipendente Antonella Manfrin: "Una lingua bellissima, di una poesia eccezionale"

05 luglio 2017

Un importante passo verso l’inclusione quello di Poste, che ha portato il linguaggio dei segni dentro ad un ufficio postale, a Bertesinella nella periferia di Vicenza, offrendo per la prima volta in Italia il servizio di consulenza per non udenti, grazie alla disponibilità della dipendente Antonella Manfrin. Che racconta: “Ho iniziato da autodidatta. In gita scolastica, a circa dieci anni, mi portarono in un istituto che all’epoca era una scuola speciale e ospitava ragazzi sordi. Ne rimasi folgorata. Poi sono andata a lavorare alle Poste, nell’ufficio protocollo, dove c’era una collega sorda che usava la Lis. Lavorando insieme, ha avuto la pazienza di insegnarmi ad esprimermi con quella lingua”.

Così, uscita l’interpellanza di Poste, alla ricerca di dipendenti conoscitori della lingua dei segni, Antonella si è proposta: lei che non aveva diplomi, ma che la lingua l’aveva imparata sul campo, innamorandosene. “È una lingua bellissima, di una poesia eccezionale – spiega entusiasta –. A volte con i segni trasmetti molto più della parola. Anche le sensazioni, il tuo stato d’animo. E poi non puoi mentire: il sordo legge la parola, anche il labiale, ma soprattutto le espressioni facciali, che non sempre si riescono a tenere sotto controllo”. E aggiunge: “Mi piace sapere che Poste ha un occhio di riguardo per mettere a proprio agio le persone che vengono da noi. Non è solo un modo per dire che il cliente è al centro di Poste: è la verità!”. Per ora il servizio è attivo soltanto nell’agenzia numero 4 di Vicenza, in via Guido Rossa, dove si è sparsa la voce e l’iniziativa sta riscuotendo successo. L’intenzione però, come afferma il direttore dell’Area Nord Est di Poste Italiane Pietro La Bruna, è quella estendere il servizio, con la collaborazione di altri volenterosi dipendenti.

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Tag: lingua dei segni, Disabilità

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