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Archiviato il caso Alpi-Hrovatin, “sconfitta totale delle istituzioni"

Il giornalista Luciano Scalettari commenta la decisione della Procura di Roma che, a 23 anni dall’omicidio, ha deciso di archiviare perché “impossibile risalire a movente e autori”. Oggi a Roma la presentazione del libro della madre di Ilaria sulla vicenda della figlia

06 luglio 2017

BOLOGNA – “Una pagina nera per l’Italia e per la Procura di Roma, una vicenda squallida prima che scandalosa”: così il giornalista Luciano Scalettari commenta la richiesta di archiviazione dell’inchiesta sul duplice omicidio della giornalista Ilaria Alpi e del suo operatore Miran Hrovatin da parte della procura di Roma, firmata dal pm Elisabetta Ceniccola. Scalettari, giornalista e inviato speciale di Famiglia Cristiana, è un esperto del continente africano e della sua situazione socio-politica ed è stato anche consulente della Commissione Parlamentare sull’omicidio Alpi-Hrovatin. “C’è una domanda che continua ad assillarmi – dice – la verità sul duplice omicidio è ancora così scottante per le istituzioni da non permettere neppure adesso, a distanza di 23 anni, che si faccia chiarezza sul caso?”. 

L’inviata del Tg3 Ilaria Alpi e l’operatore Miran Hrovatin furono assassinati a Mogadiscio (Somalia) il 20 marzo del 1994; la giornalista stava indagando su un possibile traffico di armi e rifiuti tossici, che avrebbe coinvolto anche l’intelligence italiana. Quella dei giorni scorsi non è la prima richiesta di archiviazione per il caso: già nel 2007 ce n’era stata una, respinta dal gip Emanuele Cersosimo, il quale aveva disposto ulteriori accertamenti. “Le prove di un depistaggio da parte dell’intelligence italiana – afferma Scalettari – erano state quasi individuate, non si era molto lontani dai nomi. Prove che, secondo la Procura di Roma, non esistono. Questa archiviazione racconta il fallimento totale di tutte le istituzioni che si sono occupate del caso Alpi-Hrovatin. I soli ad aver sempre cercato la verità e la giustizia, insieme alla famiglia di Ilaria, sono stati i suoi colleghi giornalisti”. 

Il punto di svolta del caso ci fu nel 1997. “In quell’anno – commenta Scalettari – le indagini subirono una virata decisiva, che avrebbe poi portato all’arresto di Hashi Omar Hassan, il quale, però, fu nient’altro che un capro espiatorio (Hassan fu assolto nel 2016, dopo aver scontato 17 dei 26 anni a cui era stato condannato, ndr). Purtroppo non c’è mai stata la volontà di fare chiarezza sull’omicidio di Ilaria e Miran. Non mi spiego tante cose: dal 1994 a oggi sono stato sei volte in Somalia, ma lo Stato italiano non è riuscito ad attivare delle indagini a Mogadiscio. Eppure, nel 2005, il governo somalo invitò la commissione Alpi a recarsi sul territorio, assicurando protezione durante le indagini”. 

Oggi, a Roma, nella sala “Walter Tobagi” della Fnsi, sarà presentato il libro “Esecuzione con depistaggi di Stato” (Kaos Edizioni) scritto da Luciana Alpi, la madre di Ilaria, che si è sempre battuta con coraggio, insieme al resto della famiglia, perché venisse fatta giustizia. L’evento è promosso da Articolo21, Fnsi e Usigrai. “Vorrei essere un cittadino italiano come sono stati loro, i genitori di Ilaria – conclude Scalettari – Il mio augurio è che un giorno l’impegno continuo dei giornalisti possa fare finalmente luce su questa vicenda e portare definitivamente la verità sotto gli occhi di tutti”. (Erica Di Cillo)

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