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Disabilità, ecco le esperienze sociali nate nei beni sequestrati ai boss

Online il numero di luglio di SuperAbile Inail, che apre con un’inchiesta dedicata a quelle iniziative che convertono i beni confiscati alle mafie e li riportano al servizio dell’intera comunità. Ma c’è anche la storia di Toro Seduto, rapper in carrozzina, e un approfondimento sull’equitazione paralimpica

07 luglio 2017

ROMA - Fanno rivivere terreni incolti, fabbricati, a volte intere ville o appartamenti confiscati alle mafie e, attraverso il loro impegno, li riportano al servizio dell’intera comunita`. Da Nord a Sud della Penisola sono tante le esperienze di centri di aggregazione, sportelli di inserimento lavorativo, laboratori culturali dedicati alle persone con disabilità sorti sulle ex proprietà dei boss che, grazie alla legge 109/96, possono essere assegnati a realtà del Terzo settore per il riutilizzo a fini comuni. Di questo scottante argomento si occupa il numero di luglio del magazine SuperAbile, la rivista mensile dell’Inail sui temi della disabilità.

Tra le varie esperienze segnalate all’interno dell’inchiesta quella della prima Agenzia lavoro specializzata nell’inserimento professionale di persone con disabilita` intellettiva del Lazio, realizzata dall’Anffas nei sobborghi di Ostia, alle porte di Roma. Nel luogo in cui un tempo sorgeva una sala giochi, all’interno di un territorio come quello del litorale romano dove l’infiltrazione delle mafie è da tempo un fatto conclamato, oggi la storica associazione dei familiari delle persone con disabilità ha collocato, oltre a un centro di formazione, “anche la sede dei nostri servizi sociali in accreditamento con Roma Capitale, ovvero l’assistenza domiciliare e il servizio di accoglienza e informazione – spiega Stefano Galloni, direttore generale di Anffas Ostia –. Siamo aperti cinque giorni a settimana, quasi tutto l’anno”. Invece a Rescaldina, comune di 14 mila abitanti in provincia di Milano, la cooperativa Arcadia gestisce un ristorante, ex proprietà della ’ndrangheta, che oggi utilizza principalmente prodotti biologici, equo-solidali e a chilometro zero e impiega dieci persone, tre delle quali disabili.

Superabile magazine N.7 copertina

Trentadue anni, lombardo e una grande voglia di non fermarsi davanti agli ostacoli, Michele Sanguine, in arte Toro Seduto, è il protagonista di una lunga intervista, nella quale racconta (tra le altre cose) la sua passione per la musica e le corse in carrozzina. Dopo aver ideato (e poi realizzato) la “Wheelchair Gp”, una gara in pista per carrozzine elettriche, il giovane ha inciso il suo primo singolo “Proteina”, che racconta la distrofia di Duchenne con ironia e leggerezza. “Il rap e` l’inizio di una nuova avventura – ha raccontato a SuperAbile Inail –. Da sempre vedo poca televisione e ascolto tanta musica. Da bambino suonavo la batteria e spesso canto. Ma con la maschera nasale che ormai ho sempre addosso, non ho certo una voce soave, fatico a essere intonato e non potro` mai fare il cantante lirico. Ascoltando il rap, pero`, che e` quasi parlato, mi e` venuta l’idea e, senza pensarci tanto, ci ho provato”.

All’equitazione per disabili è, infine, dedicato un articolato servizio, ripreso anche in copertina. Si tratta di uno sport pieno di sorprese, che vede convivere discipline come il paradressage con altre come il parattacchi (corsa delle carrozze), il reining (gare di abilita` in stile cowboy americani) e l’endurance (corse nella natura che vanno da 30 a 160 chilometri). Tra le esperienze raccolte, quella di Ferdinando Acerbi, milanese, classe 1965, ex cavaliere prima tra i “normodotati” e poi tra i disabili, il settore paralimpico della Fise (Federazione italiana sport equestri), di cui è divenuto team manager e selezionatore. “Passare dall’altra parte della barricata e` qualcosa che mi gratifica e, allo stesso tempo, mi spaventa – ha detto a SuperAbile –. Gareggiare mi manchera` parecchio ma, con questa nuova veste, non potro` saltare nessun appuntamento”. Nella sua carriera, Acerbi ha partecipato a due Campionati europei e a un Mondiale di dressage. Poi nel 2004, in Egitto, l’episodio che gli ha cambiato la vita. Per soccorrere un sub, si immerge a 80 metri di profondita`. La scelta di risalire in fretta in superficie per aumentare le probabilita` di salvezza gli provoca un’embolia gassosa al midollo osseo e la conseguente tetraplegia. Diventa cosi` un atleta paralimpico. Ai Giochi di Rio 2016, si piazza al quindicesimo posto nel suo grado. E ora la nuova avventura nel settore tecnico. (ap)

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