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Giovani disabili con il talento per la moda: un laboratorio per imparare il mestiere

A Palermo il progetto "Mi ci vedo work show" coinvolge 18 persone, tra cui 6 ragazzi dell'Istituto dei ciechi. Dipingono foulard, decorano borse, ventagli, lavorano le calamite di ceramica. L'obiettivo è l'inserimento lavorativo nelle aziende del settore

08 luglio 2017

PALERMO - Dipingono foulard, decorano borse, ventagli, lavorano le calamite di ceramica. Sono alcune delle produzioni di 18 persone con disabilità  - ciechi, ipovedenti, con sindrome di Down e di William - che sono state coinvolte nel progetto della durata di tre anni "Mi ci vedo work show" a Palermo. L'obiettivo è quello di valorizzare tutte le loro abilità manuali acquisendo nello stesso tempo delle competenze significative nell'ambito delle produzioni artistiche e artigianali. Il progetto è portato avanti dall'associazione di promozione sociale "Un nuovo giorno" che è nota per la produzione delle "pupe" da parte delle detenute nel carcere Pagliarelli, l'azienda del maestro ceramista Nino Parrucca e l'istituto dei ciechi di Palermo Florio e Salamone che ha coinvolto 6 giovani ciechi e ipovedenti. 

box "Abbiamo risposto al bando promosso dall'istituto dei ciechi. Lavorando con queste persone abbiamo scoperto in alcuni dei talenti straordinari - spiega Antonella Macaluso presidente dell'associazione 'Un nuovo giorno' - che verranno valorizzati pienamente. Il progetto è finalizzato ad insegnare loro un vero e proprio mestiere che per i più meritevoli potrebbe diventare anche la loro attività futura magari con l'inserimento in alcune aziende. I ragazzi se vengono messi nelle condizioni di farlo sviluppano delle autonomie e delle abilità che sono in grado di stupirci. Abbiamo voluto esporre tutte le loro produzioni con la possibilità di avere direttamente per loro una parte dei proventi di vendita. Nel periodo estivo contiamo di partecipare a diverse mostre artiginali". "Le famiglie di tutti i partecipanti al progetto sono entusiaste ed emozionate di potere scoprire i lavori che fanno i loro figli - continua Antonella Macaluso -. Il progetto, dopo i primi sei mesi, sta camminando e continua a dare i suoi frutti. Inoltre, tra le novità, Luca Lo Bosco, che è un promotore di eventi di moda, ha invitato a partecipare con i loro prodotti tutti i ragazzi del progetto alla settimana della moda prevista per il prossimo settembre presso le 'mura delle cattive' della città". (set)

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Tag: lavoro, Disabilità

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