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A scuola di cucina: una chance di rinascita per i ragazzi a rischio

Campus Etoile Academy mette a disposizione, in collaborazione con il progetto Alveare per il sociale, borse di studio per ragazzi per promuovere il reinserimento sociolavorativo. Ieri la consegna dell'attestato a Davide che, dopo un passato difficile, ora ha un lavoro nella ristorazione

08 luglio 2017

ROMA - “Gli obiettivi di oggi sono molto diversi da quelli che avevo ieri. Oggi voglio continuare a impegnarmi in cucina, che è la cosa che mi piace di più, mettere su famiglia e cambiare tutto quello che è stato il mio passato”. A parlare è Davide, 18 anni. Fino a qualche tempo fa ospite della Comunità pubblica per minori di Lecce (chiusa recentemente). Arrestato per spaccio di droga nel 2015. Un futuro che molto probabilmente l’avrebbe portato di nuovo per strada, come pedina dei boss locali. La sua storia, però, è andata diversamente e ieri l’ha raccontata a Tuscania, a pochi chilometri da Viterbo, nel Campus Etoile Academy, la scuola di cucina e pasticceria diretta da Rossano Boscolo. Grazie ad una borsa di studio, Davide ha potuto allontanarsi da casa, dove ha rischiato anche di venire ucciso, e fare un percorso di studio nell’accademia. Nel campus, ieri ha ricevuto l’attestato della scuola e da pochi giorni ha anche un posto di lavoro in una società di catering, grazie allo stage. 

BOX A cambiare il corso della storia di Davide è stato l’incontro con il regista Paolo Bianchini, fondatore insieme a Paola Rota di Alveare Cinema e attuale direttore artistico, che nella comunità ministeriale di Lecce ha girato la serie web “Angelo, una storia vera” (oggi su Raiplay). Una coproduzione Alveare Cinema e Rai, per raccontare la storia vera di un ragazzo sottoposto alla misura della messa alla prova. Da quell’esperienza è nata Alveare per il sociale che ieri ha rilanciato il proprio impegno con la presentazione di una nuova borsa di studio sempre presso l’accademia. “Il progetto nasce dalla storia vera di Angelo, un ragazzo conosciuto e raccontato nella comunità minorile di Lecce, oggi chiusa per ragioni economiche - racconta Bianchini -. Circa un anno e mezzo fa, in quella comunità, abbiamo girato una serie web. Tre mesi di vita all’interno della comunità ci hanno portato a conoscere uno per uno questi ragazzi e l’incontro è stato indelebile. Nascono in un tessuto sociale inesistente, se non rappresentato soltanto dall’illegalità. Ragazzini presi come manovalanza dalla Sacra corona unita e immediatamente inseriti nel traffico della droga. A 13 anni girano armati. Hanno già il “ferro”, la pistola”. Ed è così che nasce l’idea di avviare percorsi di inserimento lavorativo. “Non li abbiamo più lasciati, abbiamo continuato a seguire i ragazzi e siamo diventati il loro punto di riferimento. Per Angelo e oggi per Davide. Boscolo ha offerto quindi due borse di studio, una per Davide e l’altra per un altro giovane che a settembre comincerà l’altro corso. Viene da Casal del marmo. Un ragazzo che ha appena compiuto 18 anni, come Davide”. Il percorso formativo di Davide è durato un mese, mentre il prossimo, spiegano gli organizzatori, durerà tre mesi. Per Davide, però, è stata una svolta. “Sono arrivato che sapevo poco o nulla di cucina. Ho lavorato in un ristorante, ma non a questi livelli - racconta Davide -. Ho fatto un bel percorso. Mi hanno dato una grossa mano e mi hanno fatto capire il valore della libertà e della vita. Paolo Bianchini, poi, non mi ha lasciato mai solo. Dopo un anno e mezzo ha capito che a me piaceva tantissimo la cucina e mi ha proposto di venire qui”. A stage finito, Davide non tornerà a casa, ma continuerà a lavorare a Tuscania. “Ho ricevuto una proposta di lavoro qui - spiega -, in una agenzia di catering per matrimoni”.  

Per Rossano Boscolo, è una scommessa vinta. “Noi siamo una scuola, formiamo giovani. E’ la nostra missione - racconta - . Qui arrivano ragazzi che hanno possibilità economiche ma che hanno altri tipi di difficoltà. Ma è la passione che hanno quello che ci interessa. Con la passione vediamo che si fanno dei miracoli. Quando c’è la passione non credo che il passato sia importante. E’ importante quello che vuoi fare, quello che sogni”. Per Boscolo, però, servono più occasioni come queste.

“Quello che servirebbe - spiega il rettore del campus - è che fondazioni e associazioni si facciano carico di borse di studio. Noi siamo una scuola privata. Viene finanziata dalle famiglie, dalle persone stesse che vogliono partecipare ad un corso. Se un ragazzo ha un problema di carattere sociale e ha la possibilità di integrarsi in una scuola come la nostra penso sia il massimo. Anche perché i nostri ragazzi lavorano tutti. Non ho ragazzi a casa. Il giorno dopo che hanno finito vanno a lavorare. Ho più richieste di lavoro che persone disponibili. La possibilità di essere integrati nel mondo del lavoro c’è, ma è chiaro che bisogna essere formati. La formazione è importante”. Grazie al progetto di Alveare per il Sociale, ora la scuola di cucina avrà una borsa di studio per ragazzi come Davide. “Oltre alla nostra borsa di studio per motivi economici - ha spiegato Boscolo - da quest’anno metteremo a disposizione questa borsa sociale di questo tipo”. L’obiettivo, spiegano i responsabili del progetto Alveare per il Sociale, è “evitare che i minori, al di fuori di percorsi collettivi di “presa in cura”, tornino a delinquere. Per far questo stiamo creando una rete di partnership che, superando i limiti dell’intervento istituzionale e della carenza di risorse pubbliche destinate al reinserimento sociale e al recupero dei giovani detenuti, con azioni rivolte alla persona, flessibili ed economicamente sostenibili, possano essere di stimolo alla configurazione di politiche più generali di recupero”.  

© Copyright Redattore Sociale

Tag: minori , carcere

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