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"Parloma", ecco il "telefono" per chi non vede e non sente

Il progetto dell’Alta Scuola Politecnica dei Politecnici di Milano e Torino per la comunicazione a distanza tra persone sordocieche: il sistema è in grado di trasferire in remoto la lingua dei segni tattili

13 luglio 2017

ROMA – Anche chi non vede e non sente potrà presto comunicare telefonicamente: è quanto promette il progetto “Parloma”, dell’Alta Scuola Politecnica dei Politecnici di Milano e Torino (ASP). Il sistema è in grado di trasferire in remoto la lingua dei segni tattili (la versione tattile della lingua dei segni normalmente utilizzata dalle persone sorde ma vedenti). Concretamente, il mittente sordocieco comunica tramite la lingua dei segni tattili, il sistema cattura il segno, lo elabora digitalmente e, attraverso il web, lo recapita al destinatario anche lui sordocieco ,sempre in forma di lingua dei segni tattili, mediante un'interfaccia basata su braccia e mani robotiche antropomorfe a basso costo. 

Lo sviluppo del progetto Parloma, nato nell’ambito del Programma ASP, può ora essere portato avanti grazie a un finanziamento di oltre 780mila Euro ricevuto grazie al bando MIUR Smart Cities per l’innovazione sociale, categoria Under 30. Con l’attivazione a giugno di 3 assegni di ricerca, il team punta a realizzare un sistema più funzionale e robusto, che meglio risponda alle esigenze della comunità delle persone sordocieche. Il progetto Parloma è sviluppato nell’ambito del Laboratorio Nazionale sulle Tecnologie Assistive “AsTech” del Consorzio CINI. Il CINI (Consorzio Interuniversitario Nazionale per l’Informatica) costituisce oggi il principale punto di riferimento della ricerca accademica nazionale nei settori dell’Informatica e dell’Information Technology. Il Consorzio è costituito da 41 Università pubbliche, tra cui i Politecnici di Milano e Torino.

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Tag: Sordociechi

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