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Natura e bellezza per 30 ragazze disabili, la scommessa di Casa Verde a San Miniato

Irccs Fondazione Stella Maris presenta la nuova struttura per ragazze con disabilità: un investimento di 5 milioni per il benessere delle pazienti e degli operatori. Immersa tra un bosco di lecci e il borgo medievale, è curato in ogni dettaglio architettonico e decorato con le opere delle ragazze

16 luglio 2017

SAN MINIATO – La natura e la bellezza possono curare: è questo il principio su cui si basa “Casa Verde”, la nuova struttura realizzata a San Miniato dall'Irccs Fondazione Stella Maris, destinata a ragazze con disabilità. Un investimento di 5 milioni di euro, immersa tra il bosco di lecci e il borgo medievale, che pienamente si integra nell'ambiente, con la facciata che muta gradualmente il colore nelle tonalità delle foglie nelle varie stagioni grazie ai pannelli microforati di cui è rivestita. A decorare il piano terra, ci sono i lavori espressivi realizzati dalle stesse ragazze nei laboratori.

Il centro di riabilitazione, di assistenza sanitaria e socio–sanitaria è stato presentato ieri dai vertici dell’Istituto al vescovo di San Miniato, monsignor Andrea Migliavacca, al sindaco, Vittorio Gabbanini, al presidente della Fondazione Cassa di Risparmio di San Miniato Mario Marinella, che ha contribuito con finanziamenti specifici.

Con un investimento di 5 milioni di euro - cifra che comprende l’opera già realizzata dal costo di 4 milioni di euro e il Centro Diurno Psichiatrico di Casa Verde, i cui lavori sono in corso nella vicina colonica - è stato completamente recuperato e rinnovato il complesso che un tempo era adibito a orfanotrofio “Madonnina del Grappa”. Complessivamente sono stati realizzati 30 posti letto oltre agli spazi necessari per la riabilitazione, la cura e la vita sociale. Un nuovo progetto che coincide con un rilancio complessivo anche dell’attività. Saranno infatti attivati percorsi riabilitativi specifici con nuovi laboratori, oltre a una stretta integrazione con le scuole, con il mondo sportivo e il volontariato.

“Casa Verde - spiega Roberto Cutajar, direttore generale di Stella Maris - rappresenta innanzitutto una tangibile dimostrazione dell'attenzione che la nostra Fondazione da sempre connette alla qualità dell'ambiente abitativo dei nostri ospiti, tutti portatori di disabilità neuropsichica grave e gravissima. Il progetto nasce intorno alla metà del decennio 2000-2010, insieme al progetto di ristrutturazione straordinaria della nostra sede di Montalto. Infatti, la ristrutturazione del Centro di Casa Verde fa parte di un piano pluriennale di completo rinnovo di tutto il patrimonio edilizio della Fondazione, che culminerà nella costruzione della nuova sede ospedaliera a Cisanello, mentre solo da qualche giorno finalmente potremo mettere mano al progetto di spostamento della sede di Montalto nel nuovo sito di Marina di Pisa. Ma l'investimento su Casa Verde cade anche in un particolare periodo storico che vede una maggiore articolazione delle risposte alle esigenze e bisogni delle persone con grave disabilità neuropsichica. Mi riferisco in particolare alla L.112/2015 che prevede progetti di abitazione in piccoli nuclei abitativi in un contesto urbano. L'investimento su Casa Verde e la decisione di confermare la bontà del progetto riabilitativo connesso di residenzialità. è effettuato nell'assoluta convinzione che le due risposte non solo non sono in contraddizione, ma rispondono a tipologie di disabili con bisogni completamente diversi. Per questo le attività di Casa Verde continueranno ad essere impostate nel segno della massima inclusione sociale e partecipazione alla vita del territorio sanminiatese, in un continuo scambio reciproco di esperienze e valori di vita. Oltre cinquant'anni di attività ci supportano nella nostra convinzione che siamo sulla strada giusta”.

 

Gli spazi interni. Per quanto riguarda l’organizzazione degli spazi interni, il piano terra è destinato alle attività diurne. Sono stati quindi realizzate aree per le attività fisioterapiche, per i laboratori di pittura e le attività complementari, oltre al refettorio e le cucine. Il primo piano accoglie laboratori tecnici, la medicheria, ma soprattutto gli spazi notturni. Ogni camera è molto ampia e in base alle patologie di chi ospita ha il bagno interno o esterno. Le finestre molto grandi sono di fatto dei quadri parlanti, che incorniciano porzioni di natura e scorci molto suggestivi della città medioevale e del bosco circostante. I colori evidenziano gli spazi in base alla gravità della patologia delle sue ospiti, diventando un elemento di orientamento per gli operatori. Al piano interrato sono state realizzati spazi per gli operatori (spogliatoi) e zone tecniche.

Antisismico ed ecologico. Il progetto di “Casa Verde” ha altri pregi. Il primo è quello di aver scelto materiali e soluzioni in grado di farlo rientrare tra i fabbricati strategici antisismici. L’altro è quello legato alla sostenibilità ambientale e al risparmio energetico. “La facciata in doppia lastra di alluminio microforato migliora le prestazione estive dell'edificio raffrescando i lati più esposti ai raggi solari - concludono presso lo studio LDA.iMdA -. Infine le centrali e le sottocentrali sono stati integrate nel paesaggio sfruttando la posizione di crinale del sito interrando parzialmente i manufatti e ripristinando la continuità del paesaggio in copertura”. Il progetto si caratterizza per la forte attenzione ai rapporti con il paesaggio e alle relazioni sociali e umane riportando quella visione olistica e di benessere psicologico di chi ne vivrà gli spazi.

 

 

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Tag: Assistenza

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