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Migranti, ecco il libro bianco. La Toscana punta all'accoglienza diffusa

Uno strumento nel quale è disegnato il modello istituzionale e sociale della Toscana, basato su un'accoglienza diffusa, capace di mettere al centro il territorio e su politiche integrate

14 luglio 2017

FIRENZE - Le migrazioni verso l'Europa non sono più un fenomeno emergenziale, ma strutturale; occorre dunque trovare un sistema per gestirlo stabilmente. Parte da questo assunto il "Libro bianco sull'accoglienza ai richiedenti asilo politico e protezione internazionale" uno strumento nel quale è disegnato il modello istituzionale e sociale della Toscana, basato su un'accoglienza diffusa, capace di mettere al centro il territorio e su politiche integrate. Il libro bianco è stato presentato oggi a Firenze da Regione Toscana e Anci Toscana nel corso di un evento che si è sviluppato per tutta la mattina al Cinema La Compagnia, con interventi di tecnici, esperti, docenti universitari, amministratori.

Attualmente sono 12.763 i migranti ospitati in Toscana nell'ambito di 864 strutture a cui vanno aggiunti  gli oltre 900 accolti nei centri Sprar (Sistema di protezione per richiedenti asilo e rifugiati). E già questi dati mostrano un primo aspetto  che è stato evidenziato nel libro bianco, cioè la necessità di mantenere un'accoglienza capillare e diffusa: la strutture hanno una media di 14 migranti ospitati. Ma molti altri sono gli elementi innovativi, a partire dal metodo. Il libro bianco è infatti il frutto di un percorso di condivisione e partecipazione cui hanno preso parte tutti gli attori dell'accoglienza: oltre a Regione e comuni, associazioni di volontariato, parti sociali, università  e enti gestori. 

Il contributo di tutti questi soggetti, unitamente all'analisi di circa 200 progetti di accoglienza, frutto di altrettante esperienze concrete, ha permesso  di giungere alla redazione di questo documento in cui  sono  indicati i principi e i requisiti del sistema di accoglienza  e viene definito  un nuovo modello di governance,  che mette al centro il territorio, favorisce l'accoglienza diffusa, incoraggia l'aggregazione dei comuni, stabilisce gli standard minimi di accoglienza e propone politiche integrate, mettendo quindi  insieme tutte le esigenze fondamentali del migrante, dai bisogni socio sanitari alla formazione linguistica e lavorativa.

Sono 7 i principi individuati dal Libro bianco come capisaldi di tutta la politica di accoglienza. Si parte dal principio che il fenomeno migratorio è strutturale e non emergenziale e per affrontarlo stabilmente occorre costruire politiche di ampio respiro indirizzate verso un obiettivo: la coesione sociale. Per far questo occorre riconoscere nel migrante la persona, rafforzando i servizi volti a far fronte alla vulnerabilità della sua situazione e promuovendo azioni per creare relazioni tra persone accolte e comunità accogliente. Nella creazione di queste politiche programmate e stabili il ruolo centrale deve spettare al soggetto pubblico; accanto a esso perno del sistema devono essere i territori attraverso il tessuto istituzionale e sociale (associazioni di volontariato, terzo settore, associazioni di categoria). Infine si propone la promozione della cooperazione territoriale internazionale come strumento di rafforzamento delle relazioni con i Paesi di origine e quindi come parte del sistema di accoglienza

Il modello toscano vuol stimolare i comuni  e le realtà sociali presenti sul territorio a aggregarsi per partecipare alla gestione dell'accoglienza: in questo modo i comuni potranno attrezzarsi per gestire l'accoglienza e governarla, senza più subirla. Il nuovo modello di accoglienza toscano vuole puntare sulla stipula di convenzioni dirette tra Prefetture e istituzioni sovracomunali (Province, Unioni di comuni, Circondari, Società della Salute) o tra Prefetture e Comuni capoluogo in modo da assegnare al soggetto pubblico territoriale il ruolo di regìa, indirizzo e coordinamento dei servizi di accoglienza straordinaria. In questo quadro, si propone anche  la redazione di un modello di capitolato unico regionale per i servizi di accoglienza in modo da garantire standard omogenei su tutto il territorio e da innalzarne la qualità generale e valorizzare le realtà del terzo settore presenti sul territorio.

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