Sbarchi sulle coste calabresi, critica la situazione dei minori

Otto minori non accompagnati sbarcati a Corigliano, in provincia di Cosenza, sono scomparsi. Intanto gli arrivi continuano e l’emergenza cresce. Oltre cento i minori sbarcati due settimane fa che ancora non hanno trovato una sistemazione. E intanto si aspettano altre navi

15 luglio 2017

box COSENZA - Rimane critica la situazione dei minori non accompagnati che arrivano con gli sbarchi sulle coste calabresi. A Corigliano ci sono ancora 111 minori, sbarcati due settimane fa, che ancora non hanno trovato una sistemazione. Il gruppo originario era di 217 persone che, provvisoriamente, sono state alloggiate nel palazzetto dello sport della cittadina del cosentino. Otto ragazzi che erano in questo gruppo si sono allontanati facendo perdere le loro tracce. La scomparsa è stata denunciata all’autorità giudiziaria. Franco Corbelli e Giovanni Manoccio che sono i delegati regionali per l’immigrazione riferiscono dell’opera di mediazione svolta in questi giorni con le amministrazioni locali per trovare adeguata sistemazione ai ragazzi migranti da destinare nelle varie strutture esistenti nei comuni della provincia cosentina. Oltre ad immobili comunali si cerca anche di intercettare la disponibilità di case private messe a disposizione dei proprietari.

I delegati regionali evidenziano la piena responsabilità della prefettura cosentina che ha tenuto un vertice proprio sulla tematica sempre più scottante e complessa dell’accoglienza ai minori non accompagnati. “Quello che colpisce – dichiarano Manoccio e Corbelli – è la giovanissima età di questi minori. Sono poco più che adolescenti. Sono educati e puliti, si stanno comportando in modo civilissimo. Ognuno ha dietro di sé una storia drammatica fatta di povertà, di sofferenze, di lutti, di violenza, di lunghi viaggi fatti per mesi nel deserto prima di arrivare in Libia. Tanti di loro – rimarcano i delegati dell’immigrazione – prima di imbarcarsi sono stati ammassati in strutture che sono dei veri lager; poi si sono imbarcati sui barconi per arrivare in Italia alla ricerca di una vita dignitosa. Tanti di loro purtroppo non ce l’hanno fatta e sono morti nel deserto o nei naufragi nel Mediterraneo. Questi ragazzi non sono certo un pericolo, ma dei nostri sfortunati fratelli”. Intanto le coste hanno accolto altri sbarchi: uno ieri mattina a Vibo Valentia e un altro nel pomeriggio a Crotone. Nel porto vibonese ha attraccato il rimorchiatore Vos Hestia di Save the Children, con a bordo 587 migranti di varia nazionalità recuperati nei giorni scorsi al largo delle coste libiche. Le autorità hanno deciso che 150 minori presenti nel gruppo rimarranno in Calabria.


A Crotone è arrivata la motonave “Olympic Commander” battente bandiera norvegese, con a bordo oltre 1200 ‘disperati’ salvati nel Mediterraneo centrale. L’imbarcazione fa parte del dispositivo internazionale “Frontex” attivo lungo il Canale di Sicilia, con compiti d’intervento e soccorso a sostegno dei migranti durante le traversate. Per il maxi sbarco la prefettura crotonese ha indetto, nel giorno precedente all’arrivo della nave, una riunione di coordinamento per mettere a punto i contenuti del cosiddetto “protocollo sbarchi”. Sono state precisate dettagliatamente ai vari operatori impegnati nello sbarco le distinte fasi della discesa in banchina, dell’assistenza con la distribuzione di generi di conforto, dello screening sanitario nonché del successivo foto segnalamento. Si è trattato di un incontro di raccordo degli ambiti d’intervento rivolto ai soggetti pubblici e privati cui la legge attribuisce compiti, responsabilità e funzioni strumentali di supporto. Espletata l’accoglienza, i migranti raggiungeranno le varie destinazioni stabilite dal ministero dell’Interno. Oggi un altro sbarco di circa 300 persone è previsto nel porto di Corigliano nell’alto Ionio cosentino (msc)

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