:::

Inserisci le tue credenziali per accedere ai servizi per gli abbonati

   
Ricordami

Password dimenticata?

Oppure scopri come abbonarti »

Stampa Stampa

Applicazioni per non sprecare cibo, non tutte decollano

A Caltanissetta 2 giovani siciliani hanno inventato “SmartDonor”, la app per la donazione di sangue. Poi c’è “BeeApp”, la app per redistribuire le eccedenze alimentari della grande distribuzione. Ma in quest’ultima area non tutte le applicazioni hanno avuto il successo sperato…

24 luglio 2017

ROMA - Continua il viaggio tra le tante applicazioni nate in questi ultimi anni per fare donazioni, sia in denaro che in beni o servizi. Alcune sono decollate, altre fanno più fatica…

- Donare sangue
. L’app si chiama SmartDonor ed è venuta in mente a due giovani siciliani, Marco Cannemi e Fulvio Miraglia. “Il progetto nasce da un confronto sul territorio con la Fidas di Caltanissetta su come poter risolvere alcuni dei problemi che il sistema della donazione del sangue doveva affrontare - racconta Miraglia -. Così abbiamo iniziato a ragionare su di una soluzione tecnologica che riuscisse a sostenere gli operatori e facilitare la diffusione della cultura della donazione del sangue”. Il sistema prevede una app indirizzata ai donatori e una piattaforma web per le associazioni. “I due strumenti permettono di interagire e avere una serie di funzionalità che facilitano la comunicazione - spiega Miraglia -. Una delle funzionalità è quella della prenotazione della donazione del sangue, oppure la possibilità di ricevere notifiche qualificate. Gli operatori ci hanno raccontato che periodicamente partono notizie di emergenza sangue e invece sono fake. In questo modo, l’informazione viene prodotta direttamente dall’associazione di riferimento”. 

App, smart donnor

Attraverso l’app il donatore può trovare anche i punti di raccolta e le automoteche, mentre con le prenotazioni gli operatori sapranno già quando ricevere i donatori. “Altra funzionalità importante è quello del raccordo tra pianificazione della raccolta del sangue e la spontaneità del donatore - spiega Miraglia -, suggerendo i periodi migliori per donare, andando a monitorare le tipologie di sangue necessarie”. Al momento l’app non è a pieni giri, ma gli ideatori hanno grandi aspettative per il futuro. “Nasce come sistema per tutti - spiega Miraglia - e con l’aspirazione di diventare uno standard utilizzato da tutti i donatori di sangue in Italia e da tutte le associazioni che si occupano del tema. Nella fase di test abbiamo stipulato una serie di accordi, abbiamo ottenuto una manifestazione di interesse dalla Fidas nazionale con la quale siamo in stretta collaborazione, una serie di Fidas territoriali stanno testando il sistema con noi, abbiamo siglato un accordo anche con Avis regione Sicilia che prevede il coinvolgimento del servizio civile dal prossimo anno. Tutto questo perché per noi una soluzione a un problema sociale non può essere calata dal cielo, ma deve essere costruita insieme”. Al momento sono una cinquantina le associazioni che spontaneamente hanno deciso di testare il sistema, spiega Miraglia. “Abbiamo ottenuto un ottimo feedback da parte dei donatori che incentivati dalla stessa associazione scaricano l’app. L’utilizzo per tutti è assolutamente gratuito. Un sistema di questo tipo genererà una community dei donatori e delle associazioni che se valorizzata nel modo più opportuno potrà garantire la sostenibilità del progetto”.

Donare per non sprecare. Si chiama BeeApp ed è un progetto realizzato dall’associazione Banco alimentare di Roma insieme alla Fondazione TIM per redistribuire le eccedenze alimentari della grande distribuzione grazie a un'applicazione. “L’idea è nata dando un’occhiata agli sprechi nei supermercati che giornalmente hanno una quota di prodotto che deve essere tolto dagli scaffali - racconta Massimo Perrotta, presidente del Banco alimentare di Roma -. O questa roba si butta o si cerca di utilizzarla in qualche modo. Siccome i tempi sono brevissimi, bisognava trovare un sistema veloce per mettere in contatto le associazioni destinatarie con il punto vendita. Per questo abbiamo elaborato una app che permetta di ricevere le segnalazioni dai punti vendita e metterle a disposizione di associazioni vicine al punto vendita”. Attualmente il progetto è ancora in fase di prova. “Stiamo facendo dei test su quattro catene di supermercati e stiamo raccogliendo i dati per capire come si possono ampliare le cose - racconta Perrotta -. Entro l’anno riusciremo ad espandere il progetto e avremo almeno una cinquantina di punti vendita che potranno utilizzare il progetto”. E’ l’app in questo caso il vero mezzo di comunicazione tra le parti. Sia la segnalazione che il suo accoglimento, infatti, avverranno tramite smaprtphone ed è previsto che l’applicazione possa coinvolgere l’utente attraverso la spesa di solidarietà. “Con l’applicazione la può mettere a disposizione della struttura desiderata - spiega Perrotta -. E’ uno sviluppo naturale. Per adesso siamo fermi alla grande distribuzione”.

Non tutte le idee decollano. BeeApp non è stata l’unica iniziativa innovativa contro lo spreco attraverso una app. Negli ultimi anni sono tanti i progetti nati attorno a questo tema. Come BringTheFood, una app che permette di condividere le proprie eccedenze alimentari con altri utenti iscritti nella stessa zona. Tuttavia, mentre la piattaforma contro lo spreco dedicata alle aziende funziona (i numeri pubblicati sul sito parlando di 980 tonnellate recuperate da Organizzazioni di Produttori e distribuite a oltre 50 enti caritativi e 5,8 tonnellate recuperate in Trentino con BTF Ristorazione da mense aziendali, scolastiche, catering e rivenditori) l’app destinata agli utenti per condividere le proprie eccedenze alimentari sembra avere poco successo, visti i pochi utenti attivi. Eppure, la difficoltà a coinvolgere gli utenti tramite smartphone non sembra essere un deterrente, visto che di progetti simili ce ne sono diversi, anche appena nati. Idee che a volte non riescono a decollare. Come nel caso di Breading, l’applicazione che voleva dare una risposta allo spreco di pane su tutto il territorio nazionale. Nato a Milano nel 2014 da quattro giovani lombardi, il progetto aveva ideato una piattaforma per favorire la ridistribuzione del pane avanzato in panetterie e negozi. Il progetto, però, non è decollato ed oggi, a parte qualche notizia riportata da diverse testate, dell’applicazione non c’è più nessuna traccia. Stessa sorte per Yougive, un’app per iPhone nata in Italia con l’obiettivo di sostenere le organizzazioni umanitarie nei loro progetti in giro per il mondo. Anche in questo caso, l’app non è più disponibile e del progetto, nato nel 2012, non si sa più nulla. Ma se in Italia le app per donare faticano a diventare comuni tra i donatori, in giro per il mondo ce ne sono altre che sembrano funzionare bene (Snapdonate, Sharethemeal, Justgiving...), anticipando quella tendenza che le vede sempre più insostituibili nella vita di ogni giorno. (Giovanni Augello)

© Copyright Redattore Sociale

Tag: Donazioni, Solidarietà, app

Stampa Stampa