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Scuola, a settembre insegnanti di sostegno tutti in classe? "Sarà difficile"

Salvatore Nocera commenta le rassicurazioni che ieri la ministra Fedeli ha rivolto alla Ledha: “Se non saranno stabilizzati gli insegnanti specializzati precari, la situazione sarà critica come gli altri anni. C'è poi il problema dell'assistenza e del trasporto, in carico a comuni e regioni: anche su questo attendiamo rassicurazioni”

18 luglio 2017

- ROMA – Non convincono, le promesse e le rassicurazioni della ministra Fedeli: “ho timore che, a settembre, gli studenti disabili troveranno ad attenderli i problemi di sempre: insegnanti di sostegno assenti o precari, servizio di assistenza e trasporto inadeguato, classi troppo numerose”. Così Salvatore Nocera, avvocato specializzato nei temi dell'inclusione scolastica e membro della Fish, replica alla ministra, che ieri ha incontrato la Ledha a Lodi e ha promesso che, fin dal primo giorno, gli insegnanti di sostegno saranno tutti in classe.

“Francamente, non capisco come la ministra potrà m,mantenere questo impegno – commenta Nocera – visto che ci sono molte situazioni estremamente precarie. Pensa di accogliere le richieste degli insegnanti, che chiedono la stabilizzazione in ruolo per tutti i docenti che, pur essendo specializzati, continuano ad essere precari? La loro proposta, legittima, è che siano trasferiti in posti di diritto quelli che attualmente sono “di fatto”, a causa di deroghe po sentenze. Se questo accadrà, si avrà la continuità dei posti. Questi insegnanti si trovano sopratutto a sud, molti hanno ottenuto lo scorso anno assegnazioni provvisorie, in deroga alla normativa preesistente e ora chiedono la stabilizzazione in ruolo, che sarebbe funzionale alla propria stabilità lavorativa e di sede, ma anche alla continuità didattica. Mi chiedo se la ministra abbia intenzione di accogliere questa richiesta”.

Anche questo, comunque, non risolverebbe ogni “male”, visto che esistono almeno altri tre problemi nel sistema dell'inclusione scolastica e del diritto allo studio degli alunni disabili: problemi che, secondo Nocera, “la riforma non ha risolto e che quindi ci ritroveremo puntualmente a settembre”. Il primo problema è quello del servizio di assistenza per l'autonomia e la comunicazione e del trasporto scolastico, “su cui il ministero non ha competenza, perché ricade su comuni e, per quanto riguarda le scuole superiori, province e quindi regioni. E' un problema strutturale che va affrontato – ricorda Nocera – se davvero si vuole realizzare una buona inclusione scolastica”.

Altro problema da risolvere, su cui invece ha competenza il ministero, è quello della “formazione degli insegnanti curricolari sulle didattiche inclusive – afferma ancora Nocera – Come Fish, avevamo chiesto che questo tema fosse affrontato nella riforma, ma di fatto così non è stato. Di conseguenza, ci troveremo ancora di fronte due situazioni critiche: da un lato, gli insegnanti curricolari che delegano l'inclusione ai docenti di sostegno, non essendo loro preparati ad occuparsene; dall'altro lato, alunni con disabilità costretti a passare ore in corridoio o in fondo all'aula a girarsi i pollici oppure, nei casi più gravi, ad abbreviare il proprio orario scolastico, visto che non è possibile e non sarebbe neanche opportuno pensare a un docente di sostegno presente per l'intero orario scolastico. Fin quando anche questo problema non sarà risolto, non credo che possiamo formulare previsioni ottimistiche”. 

Da ultimo, c'è il problema della formazione delle classi: “un altro impegno che ci sì aspetteremmo dal ministro è quello che riguarda il rispetto della normativa al riguardo, mentre si continua a legittimare la formazione di classi con un numero di alunni eccedente il limite previsto dalla normativa”. In conclusione, “ho timore che a settembre i problemi saranno quelli di sempre. E vorrei chiedere alla ministra da cosa deriva questa sicurezza che a settembre tutto sarà in regola . Chiedo anche a chi dobbiamo rivolgerci per avere le stesse rassicurazioni su assistenza e trasporto. Sarebbe auspicabile che ministero, Anci e Conferenza delle regioni, ciascuno per le proprie competenze, spiegassero meglio la situazione”. (cl)

 

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Tag: La buona scuola, Inclusione scolastica, Valeria Fedeli, Sostegno scolastico, Insegnante di sostegno

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