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Volontari civili nel cuore delle guerre, Operazione Colomba compie 25 anni

Celebra i 25 anni di attività nelle zone di guerra il Corpo non violento di Pace della Comunità Papa Giovanni XXII. Dal 22 al 23 luglio a Rimini il "Colombaraduno 2017". Il progetto conta interventi in 17 situazioni di guerra o di conflitto nel mondo, col supporto di circa 2 mila volontari

20 luglio 2017

Roma - Celebra i 25 anni di attivita' nelle zone di guerra l'Operazione Colomba, il Corpo non violento di Pace della Comunita' Papa Giovanni XXIII: dal 22 al 23 luglio a Rimini i volontari si incontreranno al "Colombaraduno 2017", una due giorni di incontri nella parrocchia di San Lorenzo in Correggianoche prevede "dibattiti e racconti, ma anche -cibo, musica e tante storie per continuare a costruire insieme il futuro". Il progetto, nato per volontà di di don Benzi nell'estate del 1992, nel pieno del conflitto bellico in ex-Jugoslavia, conta interventi in 17 situazioni di guerra o di conflitto nel mondo, col supporto di circa 2 mila volontari, partiti in questi anni "per una presenza non violenta". Oggi, ricorda la Comunità, Operazione Colomba e' presente in Israele e Palestina, in Libano, in Albania ed in Colombia.

"Nel 2016 - si legge in una nota - i volontari in Palestina hanno denunciato 122 violenze e aggressioni compiute da coloni ai danni dei civili, 94 abusi e violenze operati dall'esercito, 21 da parte della polizia. Hanno sostenuto le azioni non violente dei Comitati Popolari. In Colombia si sostiene la resistenza della Comunita' di Pace di San Jose' de Apartado', rimasta disarmata e neutrale rispetto al conflitto in corso, proteggendola con una presenza internazionale dalle incursioni di esercito e paramilitari. In Albania i volontari hanno continuato a scortare disarmati i bambini e le loro famiglie minacciate dalla vendetta delle faide. In Libano hanno protetto i profughi fuggiti dalla Siria dagli sgomberi e dalle incursioni dell'esercito. Grazie ai corridoi umanitari, legali e sicuri, sono riusciti a portare in Italia le famiglie piu' fragili".

Lo scopo di questo progetto, come ricorda Giovanni Paolo Ramonda, presidente della Comunita' Papa Giovanni XXIII, e' sempre stato quello di "portare la presenza di volontari civili, non armati, al fianco dei piu' poveri, nel cuore delle guerre. Da questa intuizione - ha aggiunto Ramonda - si e' poi scoperto che il modello di intervento funziona: dove sono presenti i nostri volontari, allora la violenza si riduce e si favorisce il dialogo. Da allora siamo intervenuti nella maggior parte delle crisi belliche degli ultimi anni: dalla Cecenia al Congo, da Timor Est al Chiapas".

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