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Infertilità, in Toscana una rete regionale per la prevenzione

Nasce una rete clinica dedicata, per adeguare l'offerta di servizi per l'infertilità ai migliori standard qualitativi nazionali e internazionali e garantire uniformità di risposte e percorsi in tutta la regione

20 luglio 2017

- FIRENZE - L'infertilità di coppia è in aumento, con percentuali tra il 10 e il 20% a livello mondiale e intorno al 14% in Europa. Riconosciuta dall'Oms (Organizzazione mondiale della sanità) come malattia, l'infertilità, le cui cause sono tante e di diversa natura, è un fenomeno sociale di dimensioni rilevanti, che richiede soluzioni adeguate per assicurare efficacia ed equità di accesso agli interventi di prevenzione, diagnosi e cura. Per questo la Toscana, con una delibera presentata dall'assessore al diritto alla salute Stefania Saccardi e approvata dalla giunta nel corso dell'ultima seduta, ha istituito la Rete regionale per la prevenzione e cura dell'infertilità: una rete clinica dedicata, per adeguare l'offerta di servizi per l'infertilità ai migliori standard qualitativi nazionali e internazionali e garantire uniformità di risposte e percorsi in tutta la regione.

"Abbiamo già applicato il modello delle reti in altri campi del nostri sistema sanitario, per esempio le reti regionali tempo dipendenti - dice l'assessore Stefania Saccardi - Con la Rete per la prevenzione e la cura dell'infertilità, vogliamo assicurare alle persone una gestione consapevole della fertilità e anticipare la diagnosi di infertilità, consentendo di adottare terapie efficaci nelle strutture adeguate. Non è un caso che ora la maggior parte dei pazienti vengano da fuori regione In Toscana per sottoporsi a queste tecniche".

La Rete consente di fornire risposte qualificate inserite all'interno del percorso complessivo per la 'difesa' della fertilità, mediante interventi di prevenzione e diagnosi precoce, al fine di curare le malattie dell'apparato riproduttivo e intervenire, quando possibile, per ripristinare la fertilità naturale o adottare l'approccio corretto per poter ottenere la gravidanza, a seconda della situazione soggettiva. Per questo, la rete individua gli ambulatori specialistici, i consultori e i Centri di PMA (Procreazione medicalmente assistita) di I livello che assicurano risposte appropriate di tipo informativo e di screening sulla capacità riproduttiva e che indirizzano, mediante specifici percorsi codificati all'interno della rete, le persone con un problema di infertilità ai Centri di expertise per l'infertilità maschile o ai Centri di PMA di I livello o di II/III livello a seconda delle necessità.

 

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